Vivere l’acqua – La passione e la competenza di Sara Sambataro

Parliamo di paternesi bravi e di creatività che incide sul territorio, e lo facciamo con Sara Sambataro, 27 anni, laureata in ingegneria edile-architettura; appassionata di arte in ogni sua forma; “l’architettura è sempre stata uno stimolo a viaggiare, osservare, conoscere, immaginare”. Sara ha imparato dai genitori l’importanza della passione per il lavoro: “svolgere bene il proprio lavoro, aiuta a vivere sereni”.

Siamo rimasti colpiti da un suo progetto, Alchimia 5×5, che coinvolge la zona di San Giovanni Li Cuti a Catania, e le abbiamo chiesto di raccontarcelo: “è un’architettura sperimentale, argomento della mia tesi di laurea, sulla riqualificazione del waterfront catanese. Si tratta di una camera d’albergo galleggiante, di cui mi sono interamente occupata. Sono state concepite due soluzioni costruttive, una per acqua dolce, ispirata alla houseboat di Amsterdam, e una per acqua salata, concepita come le imbarcazioni ultraleggere moderne”. Ci spiega che il progetto nasce dall’osservazione della costa catanese, del suo profilo spigoloso e massiccio che incontra l’orizzontalità del mare; ed è a questa immagine che si ispira la sua camera galleggiante (nella quale ci piacerebbe soggiornare per un po’), distribuita su tre livelli che sono altrettanti modi di concepire e vivere l’acqua. Vi invitiamo a visitare il sito archistart.net, rimarrete piacevolmente sorpresi. La facciata del progetto è ispirata alle opere di Ned Kahn (artista americano che mette insieme arte e scienza. N.d.R), una parete composta da lamelle installate su un telaio in alluminio. Tali lamelle, sospinte dal vento, conferiscono dinamismo ai prospetti, generano suggestivi effetti visivi e sonori e consentono di immagazzinare l’energia eolica, che convertita in energia elettrica autosostenta la camera. Abbiamo chiesto quanto, concretamente, questo progetto sia realizzabile: “Esistono già, nel mondo, case galleggianti, come strutture private e turistiche. Quindi è un progetto realizzabile, che concettualmente non differisce molto dalle imbarcazioni. Ciò che lo rende innovativo è la funzione, che consentirebbe lo sviluppo di nuove forme di turismo, offrendo l’esperienza unica di alloggiare sull’acqua di mare, laghi e fiumi, all’interno di piccoli golfi”.

Sara, nel suo percorso di vita e di formazione, anche attraverso l’incontro con figure significative, ha compreso che Dostoevskij aveva ragione a dire che la bellezza salverà il mondo; e ci spiega che per lei bellezza è “condivisione, partecipazione, appartenenza, viaggio, scoperta, armonia. Bisogna coltivare la bellezza, proteggerla e custodirla perché è insieme di tutti e di nessuno”.

Di questa giovane donna – che immagina il suo futuro fitto di impegni: “ho bisogno di tenere la mente occupata”, che spera intanto di farsi le ossa lavorando in uno studio che le consenta di confrontarsi con le tante realtà lavorative che ci circondano, e che in futuro amerebbe dirigere una struttura turistico-recettiva progettata da lei in modo innovativo – ci piace la passione che ha per il suo paese: “Conosco la mia città come le mie tasche, potrei percorrerne le strade a occhi chiusi e sapere in ogni istante dove mi trovo, riconoscerne suoni, odori, sapori. Appartengo a quella generazione che, dopo i compiti, trascorreva il pomeriggio a giocare nella piazza sotto casa; i vicoli stretti e tortuosi dell’Itria erano perfetti per il nascondino. E andavo a scuola a piedi perché mi piaceva svegliarmi con la città”. Ci racconta che da universitaria ha imparato a guardarsi intorno con altri occhi: “ho capito perché era più facile, o più piacevole, stare in alcuni posti piuttosto che in altri; mi interrogavo sui cambiamenti della città e dei rapporti dei luoghi con la comunità; prendevo coscienza delle sue problematiche e potenzialità. Ci sono tante peculiarità nella nostra terra che meriterebbero di essere riqualificate e vissute”. E pertanto le abbiamo chiesto quanto è importante il recupero architettonico e urbano di una città: “Il recupero, e la riqualificazione sono processi necessari per un sistema che, alla pari di un organismo, nasce cresce e si trasforma. La città è un sistema complesso, fatto tanto dalle parti che la compongono quanto dalle relazioni che le legano. Nella progettazione e negli interventi va considerato che ogni contesto è specifico e mutevole; e affinché il sistema-città lavori sinergicamente, è fondamentale che gli interventi puntuali facciano parte di un progetto ampio che includa tutta la città”.

Noi condividiamo ogni parola di Sara, le auguriamo il miglior successo e ci auguriamo, per il bene di tutti noi, professionisti competenti e appassionati come lei.

 

Be the first to comment

Rispondi