Un verso e un incipit: Montale e D’Annunzio

So che si può esistere

non vivendo,

con radici strappate da ogni vento

Eugenio Montale – Poesie

Nota

Eugenio Montale, genovese del 1896, morto nel 1981. Premio Nobel per la letteratura. Nei suoi versi c’è la ricerca di un assoluto inconoscibile, e la constatazione della fragilità che inchioda.  “Tentai di essere un uomo, e già era troppo”

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Attentissimo sono a non scalfire, a non sgraffiare lo smalto. Or non il cuore soltanto mi trema, ma mi comincia a mancar la mano. Mi arresto, a quando a quando, per signoreggiare l’ansia che mi soverchia. Sotto l’acume la materia mi si muta come mi si muta l’anima. (…) Il ferro mi sfugge dal pugno.

 

Gabriele D’Annunzio – Le faville del maglio

 Nota

Gabriele D’Annunzio, abruzzese, nato negli anni 60 dell’ottocento, e morto nel 1938. Scrittore, poeta, militare… provò a essere ogni cosa, perfino Principe di Montenevoso. “Io non ordisco. Ardisco”. Le faville del maglio sono le rosse scintille che sprizzano dai colpi battuti dal fabbro. Qui il fabbro è un momento dell’anima che si batte dentro, “Faccio la storia delle cose che non ho scritte”.

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