Un verso e un incipit: Stefano Raimondi e Giovanni Verga

Ci siamo lasciati qui

da questa parte

ci siamo dimenticati qui

come per salvarci

Stefano Raimondi – Poesie

Nota

Stefano Raimondi, milanese classe ’64. Racconta l’anima e la vita con la stessa chiarezza e la stessa bellezza del giorno quando albeggia. “In questo circondario di colpa, di stanza rotta a fiato, solo poche impronte restano”.

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Le cadeva addosso una malinconia dolce come una carezza lieve, che le stringeva il cuore a volte, un desiderio vago di cose ignote.

Giovanni Verga – Mastro don Gesualdo

Nota

Giovanni Verga, siciliano del Regno delle due Sicilie, nato nel 1840 e morto nel 1922. Ha raccontato dal vero la realtà povera e sconfitta del mare e dei campi. Ci ricorda che c’è chi “nasce con la fortuna nei capelli e chi tira la carretta coi denti per tutta la vita”. È passionale e corale. Mastro don Gesualdo è desiderio di cambiare se stessi, è solitudine. È restare, alla fine, al buio.

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