Un verso e un incipit: Sapienza e Pessoa

dividere
i secondi dai minuti
discernere nel cadere
della sera
questa sera da ieri
da domani

Goliarda Sapienza – Poesie

NOTA

Goliarda Sapienza, poetessa, scrittrice e attrice catanese, del ‘24. Muore a Gaeta sul pianerottolo di casa nel 1996.

Bella, con “gli occhi dilatati dal silenzio”. Una vita isolata (poi incarcerata per furto), povera e piena di imprevisti. L’arte della gioia è la sua opera più nota, pubblicata solo negli anni 90 perché prima ritenuta immorale. Nei suoi versi racconta lo scontro fra un dentro materno e un fuori ignoto, un fuori che è soglia sulla quale si indugia. “Una delle tappe della vita è abbandonare o essere abbandonati… non mi cacciare… hai nello sguardo come un vento che trascina”.

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Invento con me stesso delle figure di spago come quelle che fra bambini si tessono con le dita aperte e si passano da un bambino all’altro. L’unica cosa che mi sta a cuore è che il pollice non sbagli il laccio che gli spetta.

Fernando Pessoa – Il libro dell’inquietudine

Nota

Fernando Pessoa, portoghese, poeta e scrittore nato alla fine dell’ottocento e morto a 47 anni, nel ’35. Uno e centomila, usava nomi diversi per le sue opere. “La vita è un viaggio sperimentale”; e lui qui, la vita, la spia da una finestra e la riflette per tutti noi. Lo spazio di una finestra si fa spazio della coscienza. L’ultima frase che scrisse fu: “Non so cosa mi porterà il domani”.

 

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