Un verso e un incipit: Dunn e Flaiano

Perdiamoci per il poco che possiamo:

anche l’addio va bene se ci salva.

È una parola, una soltanto

che ci balbetta tra la lingua

e il niente.

 

Stephen Dunn – Poesie

NOTA:

Stephen Dunn, newyorkese, classe 1939. Scrive il vuoto lasciato dal tempo; scrive il silenzio che sta sotto il frastuono dei giorni. “Ho l’aria di chi crede nella prossima cosa bella che accadrà”.

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La morte ha la faccia di certe signore che telefonano al bar col gettone: e a un certo momento, senza smettere di telefonare, vi fanno un cenno di saluto e di sorpresa.

 

Ennio Flaiano – Diario degli errori

 NOTA:

Ennio Flaiano, abruzzese, classe 1910, morto nel ’72. Giornalista e scrittore, ma anche critico cinematografico e drammaturgo. Amaro e grottesco, era uno che viveva “con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole”. Con ironia e umorismo fulminanti, ha smontato pezzo per pezzo la società. Sempre lucido e dolente nel pessimismo. “I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume”.

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