Un nuovo approccio per una corretta alimentazione. Intervista al dott. Consolato Cavallaro

Abbiamo affrontato più volte la questione della necessità di una sana alimentazione. Stavolta ci siamo rivolti al dott. Consolato Cavallaro, specialista in gastroentorologia ed endoscopia digestiva,   che ci ha offerto un approccio originale ed intelligente attraverso la lettura del suo libro “La dieta inizia nella testa”.

La dieta inizia nella testa. Ci spiega in che senso?

Tutti noi pensiamo sempre alla dieta in senso restrittivo: un regime alimentare transitorio, ipocalorico, fatto di privazioni e sacrifici allo scopo di ritrovare la forma fisica.

Da qui possiamo dire che la dieta inizia in tanti modi: dagli occhi, quando a stimolare il desiderio di dieta è il nostro aspetto fisico che ci delude. Inizia nella pancia quando dopo il solito lauto pasto ci sentiamo appesantiti, digeriamo male, abbiamo difficoltà anche a riposare. In questo caso è il nostro malessere a spingerci a iniziare una dieta; ma passato il malessere i buoni propositi svaniscono.

Se invece alla parola dieta diamo il giusto significato, che è modo di vivere, la nostra visuale cambia. Per raggiungere lo stato di salute, che non è solo dimagrire, dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, e dato che è la nostra mente a guidare i nostri comportamenti, se vogliamo cambiare le nostre abitudini, dobbiamo modificare il nostro modo di pensare.

Io li chiamo complessi sinaptici programmati, ma più semplicemente possiamo chiamarli riflessi condizionati. Il nostro stile di vita è condizionato da alcuni comportamenti standard e noi non facciamo nulla per modificarli; per fare un esempio di tali comportamenti frequenti: sulla pasta si mette il formaggio, con la pizza ci sta la birra, il primo e il secondo non devono mancare, l’amaro a fine pasto, il cornetto al mattino con il cappuccino…

La dieta inizia nella testa significa che dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare al cibo e di approcciarci con esso. Dobbiamo modificare i nostri “complessi sinaptici programmati” modificare i nostri “riflessi condizionati”, dobbiamo resettare i nostri comportamenti.

Per chi tenta di dimagrire il supermercato è un vero campo di battaglia, Come ci possiamo difendere?

Il supermercato per chi è a dieta è un campo minato. I responsabili del marketing studiano il cliente da quando entra a quando esce. Controllano, a campione, quanto sosta nei vari reparti, dove transita velocemente. Le carte fedeltà non sono altro che sistemi di valutazione per capire il tipo di acquisti che si fanno. La disposizione degli alimenti, gli odori, la musica in diffusione condizionano le nostre scelte, e ci ritroviamo ad acquistare prodotti a cui non penseremmo se non fossimo stati in qualche modo indotti a considerarli. Un modo per non cadere nella trappola del condizionamento è andare con la lista degli acquisti.

Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero. Sfatiamo alcuni luoghi comuni: il mito della colazione latte e cereali funziona davvero? 

In questo detto è racchiusa tutta la saggezza popolare sull’alimentazione, nato quando ancora non erano noti molti meccanismi biologici e ormonali che regolano il nostro organismo. Il detto descrive le variazione circadiane quotidiane a cui il nostro metabolismo è sottoposto.

Alla ricca colazione, seguirà un pranzo moderato, per finire con una parca cena. Una cena leggera ci permette di affrontare meglio la notte, e dormendo bene, affronteremo meglio il giorno dopo. La cena leggera non deve lasciarci affamati, però, poiché in questo caso i morsi della fame notturna disturberebbero il nostro riposo e la dieta; costringendoci, come spesso accade, a consumare pasti notturni.

In merito ai cereali confezionati, non sono veri cereali, ma composti di farine, ricoperti da zuccheri e grassi. Hanno un elevato indice glicemico. Meglio i fiocchi di riso, di avena, di orzo.

 

Dimagrire senza fare attività fisica è come voler vincere al lotto senza giocare la schedina. Anche nel campo dell’attività fisica ci sono parecchi luoghi comuni e tanta cattiva informazione. Lei che cosa ci consiglia?

L’attività fisica è importante per chi vuole cambiare il proprio stile di vita.

Spesso ci limitiamo solo al controllo alimentare, ma in questo modo vanifichiamo ogni sforzo.

È importante potenziare il nostro fisico attraverso attività a basso regime ma di lunga durata perché senza lo sforzo il nostro fisico non ottiene nulla.

A che serve un dietologo?

La risposta a questa domanda è statistica. La quasi totalità di segue diete  fai da te o consigli on line, fallisce. Spesso si cade nella pubblicità ingannevole che promette strabilianti perdite di peso in poco tempo. Oggi c’è la moda dei professionisti della salute, spesso gente senza adeguata preparazione specifica, che ha il solo scopo di vendere prodotti noti come sostituti di pasti.

Il dietologo è una figura competente e non dove prescrivere solo la dieta, ma seguire passo passo; consigliare e suggerire.

Infine approfitto di questa intervista per chiarire che io, da gastroenterologo, mi occupo di alimentazione poiché, nella gastroenterologia, e soprattutto nell’epatologia, molte patologie possono e devono essere curate col controllo dell’alimentazione; e più di 10 anni di internato nella cattedra di Dietoterapia sono stati uno sprone per approfondire gli argomenti sui cibi. Noi non miriamo all’estetica del paziente, ma al suo stato di salute.

Intanto vi invitiamo a leggere “La dieta inizia nella testa …”

 

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