Tutti sutta a ‘n tettu con la Compagnia Il Saraceno

Ragalna, in una calda serata estiva, il cortile della Chiesa San G. Bosco si trasforma in teatro all’aperto grazie all’ospitalità di Don Paolo Longo che ha dato disponibilità alla compagnia teatrale II Saraceno di portare in scena una divertentissima commedia in dialetto.

Una ricca platea immersa in una suggestiva cornice fatta di ulivi e cielo stellato ed in prospettiva l’impianto scenico della commedia in tre atti, Tutti sutta a ‘n tettu, a riprodurre gli interni di una modesta casa popolare. Nata nel 2009 dall’estro del catanese Santo Capizzi, presente allo spettacolo, la vicenda si costruisce intorno ad un errore amministrativo commesso dal Comune, responsabile di aver destinato il medesimo locale popolare a due distinte famiglie esattamente speculari: marito, moglie figli e nonni al seguito. I Quagliarella e i Tortorella costretti ad una forzata convivenza, in attesa di chiarire la questione, danno luogo ad una sequela di esilaranti battute. L’interpretazione degli attori della compagnia teatrale è magnetica e riesce a raggiungere il pubblico con una ventata di ironia che mentre diverte racconta di un bisogno sociale reale: la necessità di avere una dimora. Il Saraceno riesce con questo spettacolo a farsi interprete delle riflessioni di fondo che hanno ispirato l’autore Capizzi; attraverso il linguaggio della farsa si è data voce al disagio che molte famiglie popolari vivono nella ricerca di un alloggio: le infinite graduatorie alle quali iscriversi, i tempi morti della burocrazia, l’inefficienza delle Istituzioni e soprattutto la piaga delle occupazioni abusive che raccontano di una autentica guerra fratricida. E in questo malcostume la saggezza popolare prende spazio in un crescendo che allontanandosi dall’iniziale reazione sanguigna approda nella terra della comprensione e del dialogo tanto da portare le due famiglie a scoprirsi compari grazie alla nascente intesa tra i due giovani figli. “Una Commedia alla maniera verghiana – ha commentato Turi Fallica in una nota all’autore – capace di presentare la realtà nella sua vera faccia; in cui l’autore non è presente ma lascia liberi i suoi personaggi di raccontarsi”.

Gli attori sono stati di grande trasporto e come sempre la percezione di chi li osserva è quella di cogliere tra loro una grande intesa: si divertono e fanno divertire.

Prossimo spettacolo presso la medesima parrocchia, Sabato 21 Luglio con l’Eredità dello zio Canonico rappresentata dalla Compagnia “Luigi Capuana”.

FOTO di  Maurizio D’Alì 

Be the first to comment

Rispondi