Studio le Nid  compie 50 anni .  Da Barbaro a Vincenzo Messina il fascino della pietra lavica diventa icona della sicilianità.

È stato scritto tanto sullo Studio Le Nid e sul maestro Barbaro Messina da validi e affermati giornalisti. Ricorrendo, però, il cinquantesimo della sua feconda attività artistica è d’obbligo ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita soffermandosi soprattutto sulle novità apportate nel campo della lavorazione della ceramica e sulle motivazioni, legate al suo mondo ideale e morale, che l’hanno prodotte.

Risale al 1978 la prima sperimentazione per maiolicare la pietra lavicauna tecnica messa a punto proprio da Barbaro Messina per lavorare le pesanti lastre di basalto tagliate dai blocchi estratti dalle antiche colate laviche dell’Etna. La creatività del maestro e la capacità di tradurre in forme l’immagine del territorio etneo determinano non solo la fortuna di una produzione artigiana che ha ricevuto molteplici riconoscimenti ufficiali (Premio Coup de Coeur 1999 Museum Expression, Parigi; iscrizione nel Registro delle Eredità Immateriali REI della Regione Sicilia, 2005) ma anche  l’incondizionato apprezzamento del pubblico.

Dal piccolo laboratorio  Le Nid al nuovo Studio Le Nid Srl, il maestro Messina è stato sempre attento alle varie manifestazioni culturali della sua Città, diventando spesso promotore di grandi eventi e spingendo tanti giovani, in cerca di prima occupazione, ad avvicinarsi al fantastico mondo della ceramica.

In occasione dei 50 anni di attività, Zona Franca ha incontrato il maestro Barbaro e Messina e il figlio Vincenzo.

Maestro, nella sua lunga carriera c’è stato senza dubbio un momento di innovazione tecnica con la pietra lavica maiolicata: è stato frutto di  una improvvisa intuizione oppure  di un lungo percorso riflessivo?

“ L’innovazione della pietra lavica utilizzata per fini artistici è stata intanto una sfida. Ricordo ancora lo stupore e l’incredulità di chi per la prima volta realizzò le tavolette di pietra lavica. Nessuno mai poteva immaginare che quella pietra, considerata inutile, potesse invece essere il presupposto naturale per raccontare la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri miti.”

Il suo laboratorio non è stato solo un luogo di lavoro bensì una fucina di idee che se, da una parte, ha costituto un trampolino di lancio per molti giovani artisti dall’altra ha reso più amabile e popolare il mondo del mito legato alla terra e al fuoco dell’Etna. Adesso come immagina il futuro della sua attività?

“Oggi mi dedico allo studio e alle mie passioni con lo stesso entusiasmo di sempre ma con la consapevolezza che i tempi sono cambiati e che adesso Studio Le Nid è una realtà consolidata che ha bisogno della sinergia con gli studi di architettura di mio figlio Vincenzo, per rispondere alle  richieste del mercato globale. Lo immagino proiettato verso le grandi sfide ma sempre legato alle nostre radici che sono state il nostro faro, consapevoli che con la pietra lavica si possono realizzare cose che con altri materiali è impossibile fare”.

Dal 2001 Studio Le Nid è diretto dal figlio  Vincenzo affermato architetto, che ha saputo leggere e interpretare le nuove esigenze del mercato globale e comprendere che l’eredità ricevuta non poteva essere sprecata.

Costituisce una grande responsabilità ereditare un patrimonio di idee e di opere prodotte da un genitore, grande artista, inserito nel Registro del Patrimonio dei Beni Immateriali della Regione Siciliana. Cosa ha costituito e cosa significa, oggi, per lei tutto questo ?

“Più che responsabilità io parlerei di opportunità da cogliere, che mi prospettava da una parte un patrimonio immenso di conoscenza e tecnica ceramica mixate al legame per il nostro territorio  e dall’altra il futuro nel mondo e la voglia, ereditata, di esportare attraverso un prodotto la “Sicilia”. Ovviamente la mia scelta l’avevo già fatta molti anni prima, quando da piccolo mi affascinava il lavoro di mio padre, e l’opportunità l’ho colta quasi venti anni fa, quando nel 2002 è cominciata la mia direzione dell’azienda. La  responsabilità di cui mi sono fatto carico è stata quella di trasformare l’atelier d’arte fondato da mio padre nel 1969 in azienda artigiana 2.0, dove la tradizione e l’innovazione devono convivere in equilibrio per produrre una ceramica italiana capace di emozionare chi la vive”.

Quali altre innovazioni, pensa, si potrebbero apportare per rendere ancora più competitiva e adatta ai nuovi bisogni di una società, sempre in continua evoluzione, la produzione della ceramica abbinata alla pietra lavica.

“La pietra lavica è un materiale unico per le sue caratteristiche e la “trasparenza” della sua genesi. La ricerca circa l’innovazione estetica di questo materiale non si è mai fermata all’interno della mia azienda. Questo è il nostro lavoro quotidiano, dove per raggiungere un obiettivo estetico bisogna lavorare sulla tecnica, quindi conoscenza e sperimentazione. L’estetica è la caratteristica principale di un prodotto, l’uomo è attratto prima di ogni cosa dalla bellezza di un oggetto. Questo concetto di bellezza, per fortuna, non è uguale in tutto il mondo, per me lo studio della cultura antropologica di un paese è un altro elemento fondamentale che deve essere considerato per la ricerca estetica di un prodotto.Il nostro non è prodotto stampato o serigrafato ma ha una storia raccontata dalle abili mani che  creano decorazioni uniche”.

Allo Studio Le Nid auguriamo di vincere sempre le sfide del mercato globale, perché l’arte è la più nobile manifestazione dello spirito.

 

Francesca Coluccio
Francesca Coluccio Autori Zonafranca
Francesca Coluccio, classe ’76 e paternese fino al midollo, si è laureata nel 2001 in lettere moderne presso l’ateneo catanese ed è docente presso il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “F.De Sanctis” di Paternò. Nel Marzo 2015, dopo aver collaborato con alcuni giornali, per il suo compleanno si regala un’associazione culturale “Zona Franca”, che edita l’omonimo periodico mensile, cartaceo e on line, di cui è direttore responsabile. Dal 2015 fa parte dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Impegnata in campo sociale nel 2015 lancia l’iniziativa a scopo benefico “Natale bambino” con lo scopo di raccogliere fondi utili al sostegno dei più piccoli e con il coinvolgimento di tante associazioni nel 2016 crea il primo parco inclusivo a Paternò, “Il Giardino del Sorriso”. Odia i titoli, perché non cambiano la sostanza delle persone e gli opportunisti; ama le persone coerenti, oneste e sincere.

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