Sport in sicurezza. La certificazione medico-sportiva è una priorità

Recentemente la cronaca ci informa della morte improvvisa di un giovane ingegnere  mentre si allenava in un rinomato centro sportivo a Catania. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, che induce a considerare ancora la necessità di adeguati controlli prima della pratica sportiva. La legge , come spesso avviene in Italia, dispone norme che prestano il fianco a diverse interpretazioni, a volte contraddittorie.

Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva, anche non agonistica, il Ministero della Salute ha disposto l’obbligo di idonea certificazione medica (decreto Balduzzi) . Tre le tipologie di certificati: medico non agonistico, attività ludico-motoria e infine per attività agonistica.

La complessa normativa al riguardo, ha generato gravi dubbi interpretativi e soprattutto ha portato i medici a tutelarsi sempre di più per non incorrere in eventuali responsabilità nel caso in cui il praticante,  ritenuto idoneo alla pratica sportiva, accusi problemi cardio- vascolari durante la stessa pratica.

Nel mare magnum delle diverse tipologie di certificazioni e delle disposizioni legislative ,  Zona Franca ha chiesto lumi al dott. Davide Borzì, esperto di medicina dello Sport.

“Al di là delle disposizioni legislative che in questi anni hanno generato tanta confusioni sia tra i medici che tra i praticanti ritengo che il buon senso debba prevalere. L’obiettivo resta quello di svolgere l’attività sportiva in assoluta sicurezza; è necessario pertanto sottoporsi ad un’adeguata visita che possa davvero accertare lo stato di salute del praticante, con l’ausilio dell’elettrocardiogramma e di  tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione”.

“Ci sono persone che non sanno di avere patologie congenite, perché non hanno mai fatto controlli. Sembra assurdo, ma è così. I numerosi casi di morti improvvise sono un campanello di allarme che dovrebbe farci riflettere”.

C’è qualcuno che non può fare sport?

“Tutti possono fare sport, , ma è  opportuno scegliere l’attività più consona tenendo conto di molti fattori quali età, stato fisico, le patologie in atto e gli eventuali rischi. Nel dubbio è sempre meglio consultare uno specialista”.

A Paternò , di recente è stato aperto lo sportello CUS, che impatto ha avuto sul territorio?

“Da un mese stiamo dialogando con le associazioni e con i centri sportivi,  scardinando alcune convinzioni radicate e puntando sulla necessità di una pratica sportiva consapevole e sicura.  In meno di un mese abbiamo già tesserato più di 100 persone , abbiamo stipulato convenzioni con centri sportivi e attività commerciali,  ci sembra già un ottimo traguardo”.

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