Soffio al cuore, facciamo chiarezza 

A molti bambini durante una visita medica di controllo viene dignosticato un soffio al cuore, che spesso provoca ansia nei genitori. Zona Franca ha chiesto lumi  al dott. Giuseppe Ronsivalle– cardiologo in forza all’ospedale Ferrarotto di Catania- per chiarire se e in quali casi è necessario preoccuparsi.

Il soffio cardiaco – chiarisce Ronsivalle – è un rumore aggiunto oltre ai normali toni cardiaci che il medico riscontra durante la visita. Si apprezza all’uscultazione cardiaca mediante il fonendoscopio e  può essere prodotto dalle valvole cardiache, dai vasi, dal flusso del sangue all’interno del cuore, da difetti congeniti del cuore e da particolari condizioni cliniche”.

Si può manifestare o meglio riscontrare in qualunque momento della vita. Moltissimi dei soffi definiti innocenti vengo riscontrati in età pediatrica e spesso sono privi di significato patologico. Il soffio in questo caso è semplicemente un “rumore” prodotto dal  passaggio del sangue attraverso le normali strutture cardiache e può essere dovuto a condizioni cliniche transitorie  come febbre o anemia.

Maggiore attenzione deve sempre essere prestata al riscontro di soffi cardiaci in età adulta.

“I soffi patologici hanno tra loro caratteristiche diverse e devono sempre essere indagati da uno specialista attraverso esami clinico strumentali. Generalmente sono da ricondurre a condizioni patologiche sia congenite che acquisite come la stenosi aortica, la stenosi polmonare, la coartazione aortica.

Altre cause frequenti di soffio cardiaco che presentano caratteristiche diverse da quelli precedenti sono i soffi cardiaci determinati da un flusso retrogrado attraverso le camere cardiache come i rigurgiti valvolari da insufficienza mitralica, insufficienza tricuspidalica, insufficienza aortica, prolasso valvolare mitralico.

Esistono poi dei soffi cardiaci legati a difetti congeniti che determinano uno shunt (passaggio patologico di sangue tra due camere cardiache), tra questi il difetto interatriale, difetto interventricolare, pervietà del dotto di Botallo”.

Generalmente i sintomi sono presenti solo quando il soffio è espressione di una patologia significativa che avrà con se un corteo sintomatogico specifico.

Le forme di soffio patologico vanno attenzionate, accertarte e dopo aver fatto la diagnosi per molti di questi esiste un trattamento clinico dedicato.

“Le cose da fare- continua Ronsivalle-  sono poche e semplici. Dopo un riscontro occasionale di un soffio cardiaco, anche se in totale assenza di sintomi, è certamente consigliabile (almeno una volta nella vita) sottoporsi ad una visita specialistica con un cardiologo. Durante la visita il soffio verrà indagato tramite un esame strumentare non invasivo molto semplice ma molto accurato se fatto da personale esperto, l’eco cardiogramma. Questo esame in pochissimo tempo ci permetterà di sapere tutto del “nostro soffio”.

 

 

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