Questione centro per immigrati . La riflessione dell’ex consigliere Ciatto

Sulla questione centro per immigrati, riceviamo e pubblichiamo la riflessione dell’ex consigliere Giancarlo Ciatto:

“Faccio questa riflessione non senza qualche ritrosia, e non per il contenuto della riflessione in sé, ma per paura che possa essere strumentalizzata, vista la mia posizione di candidato alle regionali. Ma nessun “calcolo” può essere anteposto alla dignità. Soprattutto quando ad essere messa in discussione è la dignità di esseri umani deboli, indifesi, innocenti. Ovunque questi esseri umani si trovino. A maggior ragione se si trovano in viaggio verso una speranza; quella di fuggire dalla morte , dalla miseria , dalla guerra!!
Tutte condizioni, a ben guardare , per cui l’Occidente civilizzato non può dirsi scevro da colpe. Anzi. Ciò che indigna non è la discussione intorno alla vicenda della immigrazione, ciò che indigna è il “faremo le barricate”. Certo, è facile fare le barricate contro i deboli, contro gli oppressi. Mai una “barricata” contro i poteri forti , contro le tante mafie della nostra comunità. Ciò che stupisce è la scriteriata volontà di agitare le folle , di istigarle alla violenza. Alla guerra tra i poveri! Già , perché di questo si tratta. E tutti quei “poveri cristi” paternesi (siciliani italiani cambierebbe poco ) che si lasciano trascinare da queste parole d’odio devono avere la consapevolezza che chi oggi pronuncia le parole “alzeremo le barricate ” contro 49 poveri migranti , le pronuncerebbe anche contro di loro se si trovassero nella medesima condizione. Provare a ricordare ciò che accadeva agli emigrati siciliani a Torino. Si sa: la storia insegna ma non ha scolari. Ed allora invece di costruire “muri” servirebbe da parte di una istituzione costruire “ponti”. Magari chiedendo anche il sostegno di altre istituzioni , di altri corpi intermedi. Anziché brandire l’arma dell’odio servirebbe usare – ogni tanto – la testa. Mettere da parte la pancia. Sono convinto che un Uomo che si dice cattolico e cristiano non possa parlare dei diseredati della terra con un certo linguaggio. Così come sono convinto che servirebbe , forte , un intervento della chiesa locale. Dei cattolici, in genere.
Ma qui , ed ora , serve un nuovo umanesimo”.

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