Primo Soccorso: aiutare sapendo aiutare

Speriamo sempre di non doverci trovare in situazioni di pericolo, ma ciò che ci rende più fragili e indifesi è il non saper cosa fare davanti alla necessità di dover soccorrere qualcuno. Eppure, in questi casi, la tempestività dell’intervento, così come la correttezza delle manovre salvavita, sono di fondamentale importanza. E non è un caso che la normativa attualmente in vigore prescriva l’obbligo per gli istruttori di qualunque disciplina di un‘adeguata formazione specifica sulle attività di rianimazione cardio-polmonare e sull’utilizzo del defibrillatore.

Zona Franca ha chiesto lumi a Dario Valle, presidente di “Catania BLSD”, uno dei centri di formazione  accreditato della Salvamento Academy. “Quando il cuore si arresta, cessa la sua funzione di pompa, i nostri organi non ricevono più ossigeno e iniziano a subire dei danni; compito del primo soccorritore è assicurare alla persona che versa in stato di pericolo la sopravvivenza, in attesa della piena assistenza da parte del personale specializzato del 118”.

Un‘adeguata formazione rappresenta sicuramente un valore aggiunto, a  prescindere dalla professione; essere in grado di prestare soccorso in modo corretto è quanto mai utile nella vita; accade in casi critici di aver paura di intervenire perché si teme di aggravare la situazione (sebbene, è utile sapere, che gli operatori del 118 spiegano che “qualsiasi rianimazione è meglio di nessuna rianimazione”.

Il mercato offre molteplici proposte formative e la scelta spesso crea confusione.

“Le Linee guida del primo soccorso BLS (Basic Life Support) sono previste dal protocollo internazionale “laico” ILCOR (International Liasion Committee on Resuscitation) che riunisce i maggiori esperti in rianimazione cardio-polmonare. In questo corso vengono affrontate le principali tecniche di assistenza necessarie a sostenere i parametri vitali; le stesse tecniche    vengono revisionate ogni cinque anni a seguito di accurate valutazioni, studi ed esperienze sul campo, subendo a volte anche importanti cambiamenti. Per questo è opportuno scegliere centri di formazione accreditati”.

 Il decreto Balduzzi  che già nel 2013   obbligava le società sportive  a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e di dispositivi salvavita continua a essere disatteso anche se la Legge Regionale n.29 del 2014 emanando le norme in materia di promozione e tutela dell’attività fisico-motoria e sportiva chiarisce che “gli istruttori devono essere in possesso dell’attestazione della partecipazione al corso Basic life support defibrillation” (BLSD), che si rinnova ogni due anni.

“ Al di là delle prescrizioni legislative, largamente disattese, sarebbe opportuno,  a prescindere dalle attività o mansioni che svolgiamo nella vita quotidiana o dal coraggio e dell’intraprendenza che ci distingue, che ognuno abbia almeno le nozioni e le competenze di primo soccorso, quanto meno per le manovre salvavita”.

La tecnologia in questo caso è stata un valido supporto?

Assolutamente sì, le ultime disposizioni raccomandano l’utilizzo di presidi didattici di ultima generazione come i manichini elettronici a feedback oggettivo, per garantire un massaggio cardiaco efficace.

Aiutiamoci ad aiutare perché per salvare una vita non serve essere un eroe dei fumetti.

Redazione Administrator

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