Paternò, sale addizionale allo 0,8%. Maggioranza compatta. Insorge l’opposizione

Un  rinvio  e poi lo scontro in Consiglio Comunale tra maggioranza e opposizione.  Da copione,  con tanto di insulti che infuocano l’atmosfera (qualora ce ne fosse ancora bisogno). Una seduta infinita nella quale tra botta e risposta si sono votati i 3 punti all’o.d.g. : squilibrio generale di bilancio di previsione, aumento dell’addizionale Irpef, che passa dallo 0,5% allo 0,8% e infine equilibri di bilancio e assestamento generale.

La maggioranza si presenta compatta e regge agli attacchi. Scelta impopolare per il sindaco Naso ma imposta dai revisori dei conti ” Sono sempre stato contrario all’aumento dell’addizionale Irpef – ha detto Naso- ma la situazione stavolta era ben diversa da quella di 5 anni fa, quando i revisori dei conti espressero parere contrario. Stavolta sono stati proprio loro a imporla e per quanto impopolare andava fatta per evitare il dissesto finanziario che avrebbe comportato un ulteriore aggravio per i cittadini “. Assenti nella maggioranza i consiglieri Faranda, Rapisarda e Conigliello . La replica delle opposizioni non si è fatta attendere: “Una parodia della democrazia che sta trascinando la città ad una deriva definitiva, commentano i consiglieri Distefano e Lo Presti di Diventerà Bellissima.  Siamo ben a conoscenza della situazione parecchio critica delle casse comunali ma riteniamo che l’aumento al massimo dell’aliquota Irpef sia un provvedimento iniquo e ingiusto poiché tassa soltanto i cittadini che già pagano le tasse: un Comune che continua a mettere le mani sempre nelle stesse tasche, quelle dei cittadini onesti. La cifra che si recupera con l’aumento dell’Addizionale Irpef è pari a poco più di 1/decimo delle tasse evase per la sola tariffa rifiuti. Capitolo evasione sul quale ci si guarda bene dall’intervenire.
Il nostro gruppo non sarà complice di questo scempio”. 

Analoga reazione del  Movimento 5 Stelle che – sottolineano i consiglio Gresta, Flammia e Ardizzone ” con coraggio, ha proposto e approvato in consiglio comunale una riduzione coscienziosa dell’addizionale Irpef che avrebbe alleggerito il pesante fardello di tasse che i nostri Concittadini portano ogni anno in termini di tasse. Questi 580.000€, derivanti dall’aumento dell’addizionale, assomigliano tanto ad un prelievo bancomat direttamente dalle tasche dei cittadini, per andare a coprire le voragini, le falle, le nefandezze, compiute da questa Amministrazione. “Se fossimo stati al governo di questa Città, non ci saremmo mai permessi di “mettere le mani” nelle tasche dei Cittadini – dichiara Marco Gresta – anzi, dal giorno dopo della riduzione decisa in Consiglio Comunale su nostra iniziativa, ci saremmo adoperati per reperire le somme in altro modo, agendo sui tanti sprechi che caratterizzano il nostro Comune.” “Sarebbe bastato pagare le fatture dell’energia elettrica in tempo per non accumulare un debito di 180.000€ di soli interessi nei confronti del fornitore – continua Martina Ardizzone – eppure si è preferito reperire le somme in altro modo.” “La cosa più avvilente è la totale discrepanza tra quanto detto dal Sindaco in campagna elettorale e la realtà che ci circonda – conclude Claudia Flammia – per cui possiamo soltanto invitare i cittadini a notare che fino a dieci giorni fa questa maggioranza dichiarava dei conti nel bilancio di previsione 2019-2021. Cos’è cambiato in dieci giorni? Questi debiti fuori bilancio che determinano, ad oggi, lo squilibrio, sono venuti fuori nell’arco di una settimana? A noi sembra, più che altro, che tutto sia stato montato a dovere per poter riportare l’aliquota al massimo. ”

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