Paternò possiede due Alberi Monumentali

Un Decreto Ministeriale del 2014 istituisce un elenco di alberi monumentali italiani e i criteri per la loro valutazione. Il censimento di questi alberi è compito dei Comuni, mentre la gestione dell’elenco è a carico del Corpo Forestale di Stato. La Sicilia è presente in questo elenco con 88 piante. Il Decreto definisce così l’albero monumentale: “Albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive, ovvero l’albero secolare tipico che possa essere considerato un raro esempio di longevità e maestosità (…) di particolare pregio naturalistico per rarità botanica o peculiarità della specie (…) che rechi un riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico e culturale”.

A Paternò gli alberi inseriti nel citato elenco sono due: Tipuana o Palissandro del Brasile, questo esemplare si trova all’interno della Villa comunale (entrando sulla sinistra dietro la targa in memoria di Monsignor Ravazzini); l’altro esemplare è un Ficus Magnolioide e si trova nell’aiuola che funge da rotonda di via Vittorio Emanuele. Attualmente i due alberi sono sprovvisti di apposita segnaletica che informi del loro valore. Pare sia compito della Forestale apporre la suddetta.

Per chi fosse digiuno di botanica, la Tipuana è un albero sempreverde con una rigogliosa fioritura giallo-arancio e può raggiungere un’altezza di circa 15 metri. Il Ficus è un sempreverde di origine esotica che può raggiungere i 60metri di altezza. Ha una chioma fogliare che può raggiungere (come nel caso del Ficus più grande d’Europa, presente a Palermo) i 10.000 metri cubi. Produce fichi (siconi) di colore rossiccio non commestibili.

È superfluo ricordare che gli alberi non sono solo un elemento di decoro urbano, ma un importante serbatoio di ossigeno per tutti.

Al fine di garantirne la tutela, la Legge ne vieta l’abbattimento, riservando la possibilità di effettuare interventi solo in casi motivati, a fronte di autorizzazione comunale e previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato.
Inoltre per il danneggiamento e gli abbattimenti non autorizzati la norma, salvo che i fatti non costituiscano reato, prevede sanzioni amministrative comprese tra i 5.000 e i 100.000 euro.

L’agronomo ed ex consigliere Giovanni Parisi ci ha raccontato che l’ex amministrazione ha lavorato a lungo al progetto di riconoscimento del nostro patrimonio ambientale, così come ad altri progetti che si sono concretizzati nell’identificazione di alcuni siti della nostra città quali geositi (ricordiamo: le Salinelle, il Castello Normanno, la Fonte Maimonide) e questo perché la tutela e la valorizzazione dell’ambiente sono valori che si riteneva dovessero essere perseguiti.

L’ex consigliere ci spiega che la Legge 14 gennaio 2013 n. 10, obbliga i Comuni a rispettare standard minimi in materia di verde pubblico per abitante e inoltre istituisce la Giornata nazionale degli alberi il 21 novembre di ogni anno. Pertanto il Ministero  dell’Ambiente, in collaborazione con i Comuni, realizza nelle scuole di ogni ordine e grado iniziative per la promozione dell’ecosistema al fine di stimolare la consapevolezza dello stretto legame fra l’uomo e l’ambiente. In questo giorno vengono, di solito, messe a dimora delle piante in aree pubbliche. E lui, in qualità di consigliere, si occupò dell’organizzazione degli eventi relativi a questa giornata a Paternò.

In merito alla questione, l’ex sindaco Mauro Mangano così dichiara: “L’inserimento di due alberi nell’elenco degli alberi monumentali è un successo importante. Abbiamo seguito l’iter della redazione dell’elenco, grazie alla tenacia di Giovanni Parisi, perché crediamo che questo riconoscimento possa aiutare tutti noi cittadini a prendere coscienza della bellezza e della ricchezza delle nostre risorse naturali. Credo che la coscienza del valore monumentale e naturalistico del nostro verde possa stimolare i paternesi a rispettarlo e curarlo con più attenzione”.

Ce lo auguriamo anche noi consapevoli, purtroppo, che una grossa percentuale di cittadini manca di senso civico e ignora che il paese è casa. La nostra casa. E noi non smettiamo mai di ricordare a tutti quanto importante e giusto sia il rispetto per la casa che tutti viviamo. Paternò potrebbe essere una bella città se coloro che lo vivono lo amassero.

 

TIPUANA 

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