Paternò, Ospedale SS. Salvatore: non c’è pace

Non sembra esserci davvero pace per il presidio ospedaliero SS. Salvatore di Paternò, oggetto di continui e ripetuti “scippi” in termini di  soppressione e depotenziamento di interi reparti. Pubblichiamo il comunicato congiunto del Comitato Difendiamo l’ospedale e dell’Amministrazione comunale.

“Apprendiamo con stupore che, a seguito della pubblicazione sull’albo pretorio dell’ASP di Catania dell’atto aziendale che regola la stessa, il presidio ospedaliero Santissimo Salvatore di Paternò è stato depotenziato con il declassamento della chirurgia da unità complessa a semplice, e la soppressione dei reparti di otorino e di psichiatria. Il tutto in netto contrasto con quanto detto e sostenuto dalla commissione sanità all’ARS in merito al nuovo piano sanitario regionale varato qualche settimana addietro dalla giunta regionale. Ossia mantenimento della chirurgia quale unità complessa con 6 posti letto, e la presenza di otorino e psichiatria quali unità semplici.” A parlare è il Comitato Difendiamo l’Ospedale, dopo aver esaminato attentamente la “deliberazione nr. 3124 del 10 agosto del 2018”, vale l’atto aziendale con cui l’ASP etnea disciplina e regola la propria struttura interna. “Visionando il vademecum dell’ASP è chiaro che il Santissimo Salvatore è stato “alleggerito” di alcuni reparti che ne azzoppano la funzionalità. Ci auguriamo che si tratti solo di mere sviste nella stesura dell’atto aziendale o quanto meno provvedimenti dettati dalla necessaria urgenza dell’ASP di dotarsi di un piano aziendale che ne regolasse la vita.” Ricordiamo che, con il recente piano sanitario approvato dalla giunta regionale guidata da Nello Musumeci, sotto l’occhio vigile dell’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza, l’ospedale paternese era stato classificato come presidio di base con 44 posti letto, avente 4 unità complesse: chirurgia con 6 posti letto, medicina con 14 posti letto, ortopedia con 8 e laboratorio analisi. Previste anche unità semplici come lungodegenza (16 posti letto), radiologia, servizio trasfusionale e pronto soccorso. “Nel nuovo piano sanitario- proseguono i componenti del Comitato- sparivano come unità complesse otorino e psichiatria ma rimanevano come unità semplici, come espressamente dichiarato dal direttore generale ASP Giuseppe Giammanco, in una nota stampa dello scorso 1 agosto.” Infatti Giammanco dichiarava che “la nuova articolazione dei servizi dell’Ospedale di Paternò prevede una Unità Operativa semplice di Otorinolaringoiatria che risponderà efficacemente ai bisogni espressi dal territorio. Per quanto riguarda l’Unità Operativa di Psichiatria si sta valutando una sua collocazione all’interno dell’Ospedale per potenziarne i servizi erogati.” Con l’atto aziendale pubblicato lo scorso 10 agosto sull’albo pretorio l’ASP ha disposto il rinvio della rifunzionalizzazione dell’UOC Direzione Sanitaria. Ed ancora la psichiatria resta solo come ambulatorio, in sostanza senza posti letto; vengono inquadrate come unità operative semplici radiologia, centro trasfusionale, pronto soccorso, ostetrica e ginecologia, lungodegenza, chirurgia generale; considerate unità complesse medicina generale, patologia clinica, ortopedia. “Auspichiamo l’immediata modifica della delibera aziendale con l’inserimento sia della chirurgia, quale unità complessa, sia dell’otorino e psichiatria quale unità semplici”. Deliberazione ASP che preoccupa anche l’amministrazione comunale paternese che per voce del vice sindaco Ezio Mannino ha chiesto la revoca dell’atto aziendale: “Chiederemo in maniera forte e determinata a tutta la deputazione regionale che, rappresenta il nostro territorio di fare chiarezza e vigilare sull’operato dell’Asp. Ritengo scorretto disporre un atto aziendale – ha proseguito Mannino- che penalizzi fortemente il nostro Santissimo Salvatore, che dovrebbe subire il depotenziamento della chirurgia da unità complessa a semplice e la cancellazione della psichiatria e dell’otorinolaringoiatria: in totale contrasto con quanto disposto dall’assessore Razza su cui riponiamo estrema fiducia ed a cui facciamo un forte ed ancorato appello a nome di tutta la comunità Paternese al fine di salvaguardare diritto alla salute e la tradizione di un eccellenza ospedaliera. Prendiamo atto che si è di fronte ad una palese iniziativa in pieno contrasto con quanto stabilito dal governo Musumeci. Dobbiamo arrestare il progetto di demolizione e ridicolizzazione che qualcuno vuole infliggere a tutti i costi alla nostra Paternò.”

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