Paternò – “Il futuro è giovane ?”- Leo e Lions Club avviano riflessione

Dall’inizio del Duemila hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila persone. La metà sono giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto sono laureati. Più di duecento mila (16%) si sono trasferiti all’estero. E di questi, oltre 850 mila non torneranno indietro. I dati allarmanti del Rapporto Svimez , l’Associazione per lo Sviluppo Industriale del Mezzogiorno, e la geografia delle diseguaglianze , hanno indotto i giovani del Leo Club di Paternò , supportati dai Lions, ad affrontare una questione tanto delicata quanto complessa.

“Il futuro è giovane?” è il titolo della conferenza , accolta dal sindaco Nino Naso con entusiasmo, che venerdi 8 novembre al Piccolo Teatro di Paternò ha avviato una riflessione attraverso una sinergia mirabilmente realizzata dal presidente dei Leo, avv. Antonio Torrisi. “L’incontro – dice Torrisi- nasce dall’esigenza di dar voce ai nostri giovani che hanno espresso la volontà di affrontare un problema che li coinvolge direttamente. Oggi la disoccupazione giovanile tocca livelli di oltre il 50%, da qui la scelta di avviare una riflessione con il mondo delle Università, dell’imprenditoria e dell’associazionismo, laddove le istituzioni politiche non hanno saputo dare delle risposte”.

Di spessore l’intervento del prof. Giovanni Di Rosa, ordinario di Diritto Civile presso l’Università degli Studi di Catania: “La questione giovanile è, anzitutto, una questione di noi adulti, nella misura in cui si debbono assumere iniziative concrete per assicurare la necessaria progettualità che, sola, consente di programmare un futuro di senso. In questa direzione la funzione formativa del periodo universitario riveste un ruolo centrale per la strutturazione di una identità professionale in grado di affrontare le sfide del mondo del lavoro”. Il prof. Di Rosa, nel corso del suo seguitissimo intervento, si è soffermato più volte sul ruolo strategico delle Università e sulla necessità di supportare la formazione con servizi e infrastrutture che oggi non riescono più a rispondere alle richieste del mercato del lavoro. A chiudere il cerchio dell’importanza della formazione continua e dell’istruzione è intervenuta la prof.ssa Francesca Coluccio che ha ricordato ai presenti gli sforzi che la scuola, in particolare il secondo ciclo, mette in atto per sviluppare nei giovani le  competenze necessarie per accedere a un’economia che vede nella globalizzazione la sua sfida più complessa. “Tante le eccellenze del nostro territorio, importante il ruolo delle associazioni come luogo in cui i soggetti creano importanti reti sociali, ma le nostre istituzioni politiche sono chiamate a dare delle risposte”. In uno scenario catastrofico, ottimista l’intervento dell’imprenditore dott.Franz Di Bella che ha ricordato gli sforzi e i sacrifici di “Netith”, l’azienda che ha avviato un piano di investimenti nel settore ICT (le tecnologie dell’informazione e della comunicazione) , realizzando un Digital Innovation Hub in grado di proporre un’offerta mirata alla centralità del cliente attraverso soluzioni avanzate di Customer Experience: “La nostra azienda ha compiuto 2 anni ed è cresciuta in modo esponenziale grazie ad un ‘adeguata progettazione, al lavoro continuo e incessante di tutto il suo staff, alla capacità che ha saputo leggere ed interpretare le richieste di un mercato esigente e competitivo”. Da qui l’invito  ai tanti  giovani presenti di non arrendersi e di continuare a credere che un futuro diverso è sempre possibile. Adeguati e puntuali le testimonianze di Maria Chiara Papa, Costanza Bordonaro e Fiorenza D’Urso che hanno raccontato la loro esperienza evidenziando le criticità di un sistema che spesso penalizza il merito. A chiudere il dibattito l’intervento della dirigente scolastica dell’I.T.E. “G. Russo” di Paternò – dott.ssa Concetta Centamore– che ha raccontato  l’esperienza vissuta dai  suoi studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro: “La scuola oggi si misura con tantissime difficoltà e con un contesto sociale che spesso non premia le  eccellenze. La vera sfida è creare opportunità, abbattere le diseguaglianze e incentivare i meritevoli”.

Una cosa è certa, le preoccupanti spaccature socio-economiche tra Nord e Sud, ma anche tra aree interne e resto del paese vanno saldate attraverso il rilancio degli investimenti pubblici,  affrontando le sfide della transizione ecologica, dell’innovazione digitale, ma non perdendo mai di vista gli investimenti a sostegno dei giovani.

FOTO : Carmelo Oliveri

 

 

 

 

 

 

 

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