Paternó, denunciati tre commercianti di “marijuana light” . La replica degli avvocati difensori

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò, in attuazione della direttiva ministeriale dello scorso maggio, denominata “commercializzazione di canapa e normativa sugli stupefacenti”, hanno svolto numerosi controlli e perquisizioni negli esercizi commerciali autorizzati alla vendita della c.d. Marijuana Light, riscontrando in alcuni di essi delle violazioni di carattere penale.  

In particolare , all’interno delle rivendite Green House Shop”, di via Emanuele Bellia a Paternò, “Cannabis Zone”,  di via Vittorio Emanuele a Belpasso, Weed Shop”, di via Circonvallazione a Paternò, i militari hanno sequestrato oltre 200 confezioni contenenti delle inflorescenze, già vietate, comunque con il principio attivo superiore a quello previsto dalla legge e quindi non commerciabile.

I tre titolari dei negozi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per vendita e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Immediata la replica  degli avvocati difensori , AVV. ASERO BENEDETTA E DARIO PASTORE, difensori di fiducia rispettivamente del  titolare dell’esercizio commercia GREEN HOUSE SHOP, sito in via Emanule Bellia, Paternò’, e  del, titolare dell’esercizio commerciale, WEED SHOP, sito in via Circumavallazione, Paternò, ai sensi e per gli effetti dall’articolo 8 della legge sulla stampa n. 47 del 1948 e dagli artt. 42 e 43 della legge 416 del 1981 chiedono la pubblicazione della seguente rettifica:

contrariamente a quanto rappresentato nel comunicato stampa le confezioni sequestrate non sono vietate dalla legge in quanto trattasi di “marijuana light” la cui vendita è consentita  ex lege 242/2016.

Parimenti il principio attivo  contenuto nelle confezioni sequestrate è inferiore al limite massimo stabilito dalla legge in materia, giuste certificazioni rilasciate ai titolari dalle ditte fornitrici del materiale sequestrato attestanti il rispetto del limite massimo previsto dalla normativa vigente in materia.

Il rispetto del limite massimo previsto dalla normativa vigente in materia è allo stato oggetto di verifica da parte dei laboratori di analisi della locale Procura della Repubblica, unica circostanza, questa, che ha comportato il sequestro delle confezioni poste in vendita”

 

 

Redazione Administrator

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