Paternò è arte: I colori di Ionella Orto

È noto che Zona Franca presta da sempre attenzione al talento e alla bellezza del nostro paese e ama far conoscere quei paternesi che ci rendono fieri attraverso il loro lavoro.

Questo mese abbiamo scambiato due chiacchiere con Ionella Orto, pittrice e decoratrice. Ionella si definisce “un’artigiana poliedrica, perché mi piace dedicarmi a molti aspetti della creatività. Mi appaga trasformare un’idea astratta in un progetto concreto che si traduce in un oggetto decorativo”, e aggiunge: “Colori, pittura e dedizione sono le costanti della mia vita”. È una personalità schiva e preferisce lasciare che sia il suo lavoro – molto apprezzato anche fuori dai nostri confini – a parlare per lei. Ci tiene a ringraziare coloro che la sostengono nel lavoro e nella vita privata “la famiglia, gli amici e i committenti che hanno contribuito alla mia crescita professionale e non smettono di credere in me”. Ionella ha cominciato a dipingere su tela, principalmente nature morte e temi sacri, “poi mi sono lasciata affascinare anche da altri supporti fino ad arrivare al legno, che si presta sia ad essere decorato, sia a decorare”.

Le chiediamo quando ha iniziato e perché, e ci spiega: “Non esiste un quando o un perché. L’amore per la pittura è nato in me come un’esigenza per esprimere il mio mondo interiore, usando i pennelli e non le parole. Fin da bambina ho nutrito il sogno della pittura, che ho realizzato, grazie al sostegno della mia famiglia, frequentando la sezione di pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania. Una volta ottenuto il diploma di laurea, nel 2000, non ho mai smesso di lavorare, facendo esperienza anche in altri campi, quali grafica e restauro pittorico”. In merito all’arte, Ionella, ritiene che la parola oggi sia abusata (come molte altre, aggiungiamo noi), “l’arte è un linguaggio estetico dal valore eterno, capace di trasmettere un’emozione al di là dell’oggetto e del tempo. L’artigiano diventa artista se riesce a fare ciò. Ho avuto modo di conoscere molte donne artigiano del nostro territorio e con qualcuna di loro ho intrapreso una costruttiva collaborazione. Penso che le donne artigiano siano una vera risorsa: le mani delle donne hanno sempre lavorato, ma adesso hanno voglia di riscatto, voglia di raccontarsi e tramandare il bello della nostra cultura”.

Le chiediamo se consiglierebbe l’artigianato ai giovani: “Ai giovani che vogliono un posto fisso o ben pagato, non potrei consigliare il mio lavoro. L’artigianato comporta dedizione assoluta, sacrifici e determinazione anche davanti ai no. A chi crede in questo sogno, invece, direi di non cedere: la strada è in salita, ma se ti guida la passione, la fatica sarà ripagata”. Ionella considera Paternò la sua casa e si demoralizza per il degrado e l’abbandono, ma ha fiducia nei tanti paternesi che hanno voglia di risollevarsi. E nel suo piccolo, lotta contro certa mentalità falciante: “Nel mio lavoro lotto con la mentalità del che ci vuole o del posso farlo da me, che ha portato molti artigiani a chiudere bottega o a rivolgersi ad altri mercati”. Per il futuro si augura (e noi con lei) che l’artigianato possa essere considerato un’eccellenza, e che la gente abbia ancora voglia di meravigliarsi. E noi chiudiamo ricordando che la meraviglia è una delle cose che rende la vita degna di essere vissuta.

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