Papà…dove sei?

Non è facile affrontare un argomento così delicato, ma credo che sia utile e proficuo accendere un momento di riflessione e di confronto, per chi crede e combatte per il valore della famiglia “nonostante tutto”. Sarebbe ipocrita non considerare che vi sono situazioni che, per l’equilibrio familiare, sono pericolose e dannose, ma fanno parte della vita e per questo bisogna affrontarle e volgerle al meglio soprattutto per il bene dei figli e nostra di adulti.

L’assenza delle figure genitoriali, nel senso ampio del termine è di per sé una grave mancanza per la crescita e lo sviluppo di un bambino. In particolare quando manca uno dei due riferimenti di crescita e di confronto, il bambino rischia di mettere in grave pericolo il suo equilibrio costruito su due pilastri che fino a poco erano ritenuti indistruttibili e sicuri: mamma e papà. Definiamo il termine di “padre assente”: in genere è identificato come il genitore che vive fuori dal nucleo familiare. Ma in realtà il termine di assenza coinvolge anche i padri che, pur trovandosi all’interno della famiglia, risultano essere comunque “lontani” sia da un punto di vista fisico che emotivo. La domanda nasce spontanea: un padre assente può influenzare negativamente lo sviluppo dei figli? Gli studi più moderni hanno evidenziato come e quanto la figura paterna possa influenzare la crescita e lo sviluppo emotivo di un figlio. Basti pensare che la figura paterna è punto di riferimento etico e di confronto sociale per ogni adolescente. Se viene meno tale riferimento, il cammino dei figli si fa incerto provocando in loro inquietudine e smarrimento. Infatti nel periodo adolescenziale, già di per sé difficile per il ragazzo, si verificano delle elaborazioni di comportamento che evidenziano un’incapacità a gestire le relazioni affettive e le proprie emozioni, alternando atteggiamenti aggressivi che rivelano una profonda insicurezza e solitudine. Quello che fa riflettere è che costoro saranno gli adulti di domani. In età adulta infatti l’assenza del genitore comporta inevitabilmente un distacco affettivo, provoca diffidenza nelle relazioni affettive poiché il timore di essere rifiutati o ‘abbandonati’ è sempre presente. Per questo motivo la comprensione e la consapevolezza è il primo gradino per poter dare al bambino prima ed a un giovane poi, gli strumenti per crescere e diventare un adulto sano e capace di relazionarsi e vivere in maniera sana. Bisogna creare una rete di aiuto, dagli insegnanti, ai familiari, agli specialisti del settore che possono condividere strumenti utili alla crescita di tutto il nucleo familiare coinvolto.

Voglio però precisare che ogni caso ha la sua storia e deve essere considerata a sé e per questo è doveroso sostenere che non è detto che tutti i figli cresciuti senza la presenza affettiva di un padre abbiano necessariamente delle conseguenze psicologiche, ma tuttavia possiamo di certo affermare che questa figura è preziosa per l’edificazione di una struttura psicologica salda e autonoma nei figli.

A cura di Lorenza Bonanno- Counsellor.

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