Niente confini solo orizzonti. Yuri si racconta

di Carmela Venuti – A Yuri non piace parlare molto di sé, chi lo conosce sa che soprattutto non gli piace ricordare. Molti lo descrivono come un ragazzo spavaldo e divertente, altri invece introverso e chiuso, due versioni talmente diverse da far pensare che non si tratti quasi della stessa persona; ma se a vent’anni, una sera come tante , dopo la discoteca tornando a casa sei vittima di un grave incidente stradale in cui  muoiono tre dei tuoi amici più cari e versi in gravissime condizioni, rimani in coma per molto tempo, e resti vivo per miracolo, qualcosa nella tua vita è destinata a cambiare.

Yuri  potrebbe essere descritto in mille modi diversi, e in ognuna di queste versioni lo riconosceresti. Oggi ha ventotto anni, è un giovane uomo dall’aspetto atletico e dal sorriso coinvolgente. Sorride Yuri, sorride davanti ad un caffè, sorride mentre risponde al telefono, sorride perché è tornato a casa, sorride perché forse… deve farlo.

Questi sono giorni delicati per lui, giorni importanti, giorni in cui vuoi o non vuoi, tutto ti riporta lì, su quella strada dove Yuri ha portato dei fiori, dove con gli occhi velati di tristezza rivive quei momenti spensierati, le risate, le battute degli amici, e dove un attimo dopo un terribile schianto decide per chi di loro, ci sarà un domani. Yuri è sopravvissuto all’incidente, quel terribile incidente avvenuto il 27 ottobre del 2011 sulla circonvallazione di Catania che sconvolse la vita di tre  famiglie,  e che ha lasciato sotto choc l’ intera cittadina. I ragazzi erano tutti di Paternò, tutti poco più che ventenni: Eugenio Borzì, Silvio Bonanno, Antonino Magro. Di quell’incidente Yuri non parla, per riuscire a farlo dovrebbe mettere a nudo la propria anima, mostrare le sue fragilità, no… preferisce andare oltre. Sei tornato per restare gli chiedo? No! risponde deciso, non posso rimanere qui, qui la mia esistenza sarebbe spenta. I suoi tanti tatuaggi, le sue foto sui social raccontano per lui un presente emozionante, una storia senza confini e tanti orizzonti; aeroporti, stazioni, marciapiedi, città diverse,   una vita sempre in cammino, sempre alla ricerca, sempre affamata di sapere e di libertà; guardando le sue foto viene spontaneo pensare a lui come una persona dallo spirito avventuroso, curioso di conoscere il mondo intero, amante dei viaggi delle scoperte e di una libertà priva di radici, uno spirito libero insomma. Perché hai viaggiato così tanto chiedo. “Ho viaggiato per disperazione, quando tutto mi soffocava e mi opprimeva, ho viaggiato per necessità per sfuggire dalle oppressioni di un mondo troppo stretto, ho viaggiato, per dare un senso e un valore al mio tempo, e trovare così la mia dimensione, ho viaggiato per tanti motivi”.

Ma poi hai deciso di fermarti? “Mi sono fermato solo quando mi sono sentito in pace con me stesso e con tutto quello che mi circondava, quando ho capito che la mia era una scelta e non una rinuncia”. Ha viaggiato molto Yuri, ha percorso strade sconosciute, ha raggiunto luoghi lontani, si è spinto fin dove la sua mente e il suo cuore, non avrebbero più potuto mentirgli. A volte la nostra mente prende per vero ciò che il nostro cuore desidera essere vero, e ci mostra quello che vorremmo ci fosse, e non realmente quello che c’e, ecco perché… spiega Yuri con autentica convinzione, “è importante non lasciarsi ingannare:un desiderio può farti sognare ma i sogni all’alba svaniscono. Quelli veri invece, sono come la fame incontrollata, una ricerca spasmodica, una continua lotta tra il bene e il male, tra giorni passati in paradiso, e altri all’inferno, alla fine vince chi sconfigge le proprie paure e affronta i suoi demoni”.  Ascolto rapita, la sua saggezza mi disarma, non nascondo che credevo, che, tale caratteristica appartenesse a quanti avessero avuto la fortuna di aver vissuto almeno un secolo, neanche il confronto con me regge, che io di secolo ne ho già vissuto mezzo; tra noi due l’adulto è lui.  “Sentivo di essere cambiato, di volere altro dalla vita solo, non sapevo ancora cosa”. Si racconta Yuri, mi parla di sé, la  profonda consapevolezza e la sua maturità mi affascinano. “Ero tornato in vita, avevo ricevuto il dono della rinascita ma, non ero più il ragazzo che sapevo di essere, ero diventato estraneo a me stesso, giorno dopo giorno vivevo una vita normale che apparteneva ormai ad un’altra persona a cui non sono più riuscito a rivolgermi per restituirgliela, dentro di me ascoltavo l’uomo che volevo diventare, mentre parlavo al ragazzo che non ero; il mio lungo viaggio e iniziato proprio da lì. I miei amici mi dicono spesso che io sia impazzito, che io sia scappato mi dice sorridendo, ma al contrario di quello che molti pensano di me, io non lo sono affatto, io non sono scappato, nessuno può fuggire da se stesso, quello che hai dentro lo porti sempre con te, non è un bagaglio che puoi lasciare dove vuoi; al contrario, chi va via vuole ritrovarsi, e  perché  quando la vita ti mette a dura prova, o la vita  ti cambia, o tu cambi la vita, e io  decisi che saremmo cambiate insieme; nello stesso momento in cui mi venne offerto  lo scoglio su cui aggrapparmi, mi lasciai scivolare tra le onde con il mare in tempesta e iniziai a nuotare sfidando la sorte”.  Mi guarda Yuri, è serio e malinconico, chissà cosa starà provando, vorrei chiedergli mille cose, per un attimo il suo sguardo è fisso, lontano, restiamo in silenzio. <<Que pasa?>> mi dice all’improvviso, eh? rispondo con una buffa smorfia, mi prendi in giro? Ha parlato in spagnolo,  perché lui da quasi un anno vive su un’ isola delle Canarie, la sua isola magica… la chiama così. Sei felice Yuri? “Si sono felice, da quando ho sfidato e vinto le mie zone d’ombra, lo sono; l’umiltà mi ha aperto tutte le porte, la conoscenza mi ha fortificato, e la solitudine mi ha reso importante”. Deve andare Yuri, gli amici lo reclamano e io mi sento quasi in colpa per avergli rubato troppo tempo. Ci abbracciamo consapevoli del fatto che non sarà facile rivederci ma nemmeno impossibile; “grazie- mi dice- mi hai fatto sentire importante”.Tu lo sei rispondo, grazie a te, grazie di cuore, abbi sempre cura di te chico. Vivi la vida, vivi la suerte, queste le sue ultime parole mentre si allontana, lo farò mi dico… lo farò.

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