Modi di dire , Turi Mancuso docet

Il 31 luglio presso il “Palmento Arena” di Ragalna ha avuto luogo un interessante e molto partecipato evento culturale che ha accolto la presentazione del libro del prof. Salvatore Mancuso “Paternò e Dintorni…Modi di dire della Valle del basso Simeto”. Il sottotitolo del libro “Finiu a tri tubbi” intende essere anteprima emblematica di uno dei tanti modi di dire indagati dal Mancuso, tutti ricchi di metafore e significati a volte mai sospettati.
L’incontro è stato coordinato dalla prof.ssa Francesca Coluccio e introdotto dall’avv. Pippo Virgillito con gli interventi di qualificati relatori quali la prof.ssa Angela Rita Pistorio, l’ins. Agata Rizzo e la prof.ssa Maria Pia Borzì. Molto apprezzato, a fine serata, il contributo del prof. Nino Tomasello.
Turi Mancuso nasce a Paternò dove attualmente vive e sin da ragazzo si è interessato all’affascinante mondo della chitarra ; da anni si occupa di ricerca sul campo di canti e musiche della tradizione popolare siciliana da cui nascono fortunate commedie musicali come “L’Orlando Pazzo”, il “Cunto” ispirato alla leggenda di Vanni Lupo e, infine, Cavalleria Rusticana, liberamente tratta dall’omonima novella del Verga.
In quest’ultimo lavoro letterario, “Paternò e Dintorni”, Turi Mancuso ha inteso condurre una ricerca lunga e rigorosa sui modi di dire o detti del territorio paternese e del basso Simeto. Tanti sono i temi indagati dal Mancuso in ben 253 detti … cosi come infiniti sono i temi della vita.
Ieri come oggi troviamo l’amore, la vita e la morte, il matrimonio, la furbizia, la ricchezza e la povertà, il tempo, la salute, le donne, il gioco, il commercio, il denaro, la magia…
Il lavoro rigoroso di Mancuso si avvale di una bibliografia di tutto rispetto dove spiccano i nomi di eminenti storici siciliani come il Pitrè, Santi Correnti o Michele Pasqualino per citarne alcuni; fondamentale risulta il lavoro che possiamo definire di “ascolto” tra la gente e i preziosi ricordi legati alla madre, donna Mariuccia, e al padre don Angelo. In fondo Mancuso, moderno cantastorie, privilegia per il suo lavoro il metodo della tradizione orale ….
Tanti i punti di forza del lavoro di Turi Mancuso tra cui preminente spicca una grande forza evocatrice e comunicativa che ha caratterizzato l’evento legando i numerosi astanti da quel fil rouge della memoria che ha coinvolto un po’ tutti e ciò conferma che detti , proverbi o modi di dire sono verità supinamente accettate che giocano un ruolo fondamentale nel determinare pensieri e opinioni e nel dettare comportamenti conseguenti che, stratificati nella memoria del tempo, fanno parte del linguaggio comune e che, quasi inconsapevolmente, un po’ tutti usiamo.
Quanta saggezza e quanta sapienza viene fuori dal lavoro di Mancuso, una sapienza che è un po’ una miscellanea, un affascinante caleidoscopio di cultura popolare dove il vernacolo siciliano si sposa con il francese, il greco, l’arabo o lo spagnolo per dar vita ad una sapere antico, arguto ed affascinante: la nostra meravigliosa sicilianità.
Agata Rizzo

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