Mediae aetatis vestigia Terrae Paternionis: intervista al presidente di SicilAntica, Mimmo Chisari

Mediae aetatis vestigia Terrae Paternionis: un convegno organizzato da SiciliAntica Paternò per riscoprire le tracce del nostro sepolto. Intervista al Presidente Mimmo Chisari

Un convegno che si è svolto venerdì scorso, mattina e pomeriggio, nella Biblioteca Comunale di Paternò, organizzato in sinergia con SiciliAntica regionale, prof.ssa Simona Modeo, il Comune e la Pro Loco di Paternò, con la presenza di illustri rappresentanti della Soprintendenza di Catania con la dott.ssa R. Panvini in testa, del Polo Regionale di Catania, dott.ssa Gioconda La Magna, di alcuni professori dell’Università di Catania e dell’Università di Bamberg, per mettere a fuoco, sotto l’aspetto storico, archeologico e della ricerca archivistica aspetti inediti della Storia medievale Paternò. Zona Franca ha intervistato il prof. Mimmo Chisari, presidente di SiciliAntica, sez. Paternò per approfondire alcuni dei temi che sono stati al centro del dibattito nel corso dell’importante convegno a partire dalle novità   riguardo al cosiddetto periodo buio del Medioevo a Paternò.

“Direi molte- afferma Mimmo Chisari-  a incominciare dai ritrovamenti dei reperti (ceramiche, monete, ecc.) sull’Acropoli e negli scavi a nord della Chiesa di S. Maria della Valle di Josaphat (coordinati dalla dott.ssa Maniscalco) che confermerebbero i dati storici riguardanti la presenza dei Benedettini, arrivati al seguito dei Normanni, i quali  sono stati al centro della loro politica di carattere socio-economico e religioso. Nel senso che i monaci, con i loro monasteri hanno fortemente contribuito a rilatinizzare il territorio etneo ma anche a renderlo più fertile, con le loro intense attività agricole e la costruzione di nuovi mulini, e più sicuro con l’ospitalità offerta ai pellegrini. La posizione di Paternò nella Valle del Simeto era considerata  strategica, per la conquista della Sicilia orientale, da parte dei Normanni che, non a caso, avevano fondato la loro prima Cattedrale a Troina, prima Fortezza del nascente regno”.

 Si è parlato anche, dell’importanza della madina araba cioè di Paternò che era già un importante centro nel periodo arabo ma anche della forte presenza etnica delle comunità italo-greche.

” Certo, una madina araba che, nella relazione del prof. M. Messina, è stata messa in correlazione con tutti gli altri centri musulmani collegati da una certa politica di sfruttamento agricolo con la fondazione di casali come ad esempio Ragalna o Rakalena nel cui territorio gli Arabi hanno saputo mettere a frutto anche quel piccolo lembo di terra fertile, tra due formazioni di sciara, chiamata in arabo dagala come viene riportato in tante antiche pergamene. Un periodo buio che riemerge anche per le chiese italo-greche. In altri termini riscopriamo monasteri di rito basiliano come S. Maria della Scala ma veniamo a sapere, per la prima volta e per merito di SiciliAntica, della sopravvivenza, durante la dominazione araba, di comunità italo-greche che vivevano in piccole chiese o metochi nelle vicinanze del Simeto come il monastero di San Nicolò noto come trans flumen Paternionis da me presentato attraverso le magnifiche immagini di Giuseppe Barbagiovanni.

 Il convegno ha avuto un pubblico di qualità con la presenza di illustri personalità come l’esperto di epigrafia Vittorio Rizzone, Abate di S. Martino alle Scale di Palermo, il prof. Gino Sanfilippo e tanti altri cultori di Storia Patria fra cui il dott.re A. Nicotra e il prof. N. Tomasello.

Certamente, anche perché dall’altra parte c’erano altrettanti illustri relatori con delle novità da presentare come le Pergamene su S. Maria della Scala scoperte dal prof. Enzesberger alla Biblioteca Comunale di Palermo o l’importante moneta del periodo bizantino, un unicum nel suo genere, ritrovata negli scavi a nord della Chiesa S. Maria della Valle di Josaphat, presentate per la prima volta a Paternò in questa occasione dall’esperto numismatico e archeologo Orazio La Delfa. Da segnalare, infine, l’excursus sugli Aleramici del prof. Barone e la brillante conclusione di L. Arcifa nota medievalista dell’Università di Catania.

Il momento più emozionante per lei, almeno da quello che si è notato, è stato quando il prof. Enzensberger l’ha citato fra gli storici come R. Pirri, V. Amico e tanti altri.

” La parola “storico” è molto lusinghiera, e nel suo campo semantico include concetti e grandi personalità, per cui mi basta semplicemente l’affermazione del prof. Enzensberger che mi ha citato tra gli studiosi che si sono occupati di S. Maria della Scala riconoscendo, da buon pragmatico e senza tante formalità, le novità presentate al riguardo. Affermazione avvalorata dal fatto che già l’Abate Ugo-Marie Cinez del ST Marys Hermitage(Burchad Institute of Medieval Studes) ha scritto il seguente apprezzamento: “Mimmo Chisari ha presentato un documento molto approfondito su Santa Maria della Scala di Paternò. Dal rito greco al latino. È stato veramente un così grande piacere leggere che vorrei tradurre la ricerca in inglese e conferirle un maggiore pubblico. Inoltre grazie per contributo di uno studio così stimabile.

Francesca Coluccio
Francesca Coluccio Autori Zonafranca
Francesca Coluccio, classe ’76 e paternese fino al midollo, si è laureata nel 2001 in lettere moderne presso l’ateneo catanese ed è docente presso il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “F.De Sanctis” di Paternò. Nel Marzo 2015, dopo aver collaborato con alcuni giornali, per il suo compleanno si regala un’associazione culturale “Zona Franca”, che edita l’omonimo periodico mensile, cartaceo e on line, di cui è direttore responsabile. Dal 2015 fa parte dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Impegnata in campo sociale nel 2015 lancia l’iniziativa a scopo benefico “Natale bambino” con lo scopo di raccogliere fondi utili al sostegno dei più piccoli e con il coinvolgimento di tante associazioni nel 2016 crea il primo parco inclusivo a Paternò, “Il Giardino del Sorriso”. Odia i titoli, perché non cambiano la sostanza delle persone e gli opportunisti; ama le persone coerenti, oneste e sincere.

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