L’ultimo saluto all’insegnante Letizia Liotta

Ci lascia dopo una lunga malattia, Letizia Liotta , insegnante integerrima , esempio di assoluta dedizione al proprio lavoro svolto sempre con l’assoluta onestà intellettuale di chi conosce bene il senso e il significato dell’insegnamento . Zona Franca la ricorda con la lettera dell’amico e collega Nino Tomasello:
“Cara Letizia,
ti scriviamo questa lettera nell’intima convinzione che comunque, dal regno dei giusti troverai il modo di leggere.
Te ne sei andata dopo una lunga preparazione durante la quale hai trasmesso a quanti ti abbiamo conosciuta la consapevolezza della fine del viaggio terreno.
In questa terra, in questa nostra città, attanagliata dalle tantissime contraddizioni, sei stata tra le tante  che non hanno scambiato l’impiego con il lavoro.
Hai fatto il lavoro più nobile del mondo con intelligente passione attrezzando  tutti ed ognuno della capacità di imparare ad imparare i processi della conoscenza.
I bambini e le bambine, nati maschi e femmine per diventare uomini  e donne, hanno scoperto non solo  un’altra lingua, ma soprattutto un’altra cultura, un altro modo di vivere le esperienze umane.
Li  hai avviati ad alimentare una cultura aperta, capace di integrarsi con  tutte le culture, nel comune convincimento che la diversità delle lingue  si manifesta nella quotidiana ricerca dei valori universali della pace.
Tutto questo lo hai fatto sin dal primo anno di insegnamento nella scuola più bella d’Italia: la Michelangelo Virgillito.
Lo hai fatto con il sorriso e con letizia.
Forse non a caso i tuoi genitori  scelsero Letizia come nome!
Continueremo a chiamarti Letizia per la testimonianza umana nella sua integralità che ci hai regalato nella vita quotidiana di questi anni come  nel corso della lunga malattia.
Da credenti siamo convinti che l’Onnipotente misericordioso ti ha  accolto nel mondo dei Viventi.
Da lassù  guiderai  Stefano e Federica e la Tua veneranda madre a vivere le esperienze umane con letizia, convinti come siamo che la vita terrestre è solo l’inizio della vita eterna.
Ciao!”
Nino Tomasello

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