Lo scavo archeologico davanti alla Collina di Cristo al Monte … un ennesimo scempio alla Storia di Paternò

A proposito dello scavo davanti alla Chiesa di Cristo al Monte  (cosiddetta dei Bianchi) sulla Collina Storica di Paternò, devastato dai vandali con la vetrata, (sovrapposta a suo tempo dal Comune di Paternò in sinergia con la Soprintendenza di Catania e alcune Associazioni di Volontariato,  per proteggerlo non certo dai malintenzionati che trovano sempre il modo di nuocere alla comunità, cui essi stessi appartengono o almeno pensano di appartenere, ma dalle intemperie) rotta, ormai, in mille frantumi, con le erbacce e le grosse pietre a coprire gli antichi resti quasi a volernesottolineare lo scempio, vorrei ricordare alcuni momenti significativi del recente passato.  Negli anni ’80 quando ancora non era iniziato quel nuovo e collaborativo rapporto tra Soprintendenza, Comune, Scuola e Volontariato sono stati eseguiti degli scavi, rimasti tutt’ora inediti, dalla Soprintendenza di Siracusa davanti alla Chiesa di Cristo al Monte. Durante questo intervento furono messe in luce e poi ricoperte alcune colonne e strutture murarie di età ellenistica romana.  Quindi, nel passato, da una parte si leggeva sui quotidiani dell’azione nefasta degli scavatori clandestini dall’altra la Soprintendenza e l’Università,  mondi entrambi, allora, distanti dalla Città, dalla Scuola e dal Volontariato,  presentavano i risultati delle  scoperte, frutto delle loro campagne di scavo eseguite nel corso degli anni,  in testi di carattere scientifico, che restavano, in un circolo autoreferenziale, all’interno degli specialisti del settore. Da tanti anni, ormai a questa parte,però la situazione è cambiata grazie anche all’entrata nel mondo scolastico della Didattica dei Beni Culturali, alla disponibilità della Soprintendenza di Catania che si èdimostrata, sempre più sensibile, alla salvaguardia del nostro territorio,  e al grande, paziente e faticoso lavoro, spesso non riconosciuto, dei volontari di SiciliAntica, al nuovo ruolo svolto dalla Pro Loco,  a tanti altri giovani, aderenti a varie associazioni religiose, e non solo.Sarebbe abbastanza lungo elencare le varie pubblicazioni, le conferenze, le visite guidate, le lezioni e gli incontri svolti con gli alunni di ogni ordine e gradoal fine di educarli al rispetto del Bene pubblico. Alla fine possiamo dire che, nel corso degli anni, dei risultati sono stati raggiunti  come, ad esempio,  i lavori prodotti daalcuni giovani laureati, che hanno approfondito nelle loro tesi aspetti inediti della Storia di Paternòtestimoniando anche con i fatti l’amore per la loro Città nel rispetto innanzitutto dei suoi Beni Culturali. Ed è grazie a questo nuovo clima di rinnovamento culturaleche la Soprintendenza, sempre in sinergia con il Comune e  le Associazioni di volontariato, ha deciso di lasciare fruibile al pubblico l’attuale scavo, effettuato nel 2005 dalla Soprintendenza di Catania sotto la direzione di Francesco Ardito, davanti alla Chiesa di Cristo al Monte . Che dire! di fronte a questo nuovo imbarbarimento di un medioevo non più prossimo e nemmeno futuro ma attuale, anzi attualissimo.  Una parte della Città non ha risposto a queste attività culturali continuando la sua azione di distruzione della propria identità … è difficile, almeno per me, analizzarne le cause. In fondo quello scavo contiene una testimonianza (un pavimento mosaicato in opus signinum, una scritta in greco ΧΑΙΡΕecc.) delle nostre nobili origini e stava lì senza fare male a nessuno ad  affascinare, con tutti gli altri monumenti, i visitatori della Collina. Magari ora chissà!… in mancanza di fondi per  una sua ulteriore protezione  potrebbe essere  ricoperto per restare silenzioso per sempre nel tempo. Qualche riflessione però vorrei farla: oggi si parla tanto e a sproposito  senza le dovute competenze e tutti parlano di tutto. Si lanciano anatemi senza conoscere la storia  di Paternò e di ogni suo singolo monumento. Il Volontariato può continuare il suo ruolo, all’interno del contesto cittadino, di conoscenza della Storia e di Educazione al rispetto dei Beni Culturali … spetta agli Altri Enti di carattere Istituzionale, Politico e Amministrativo, a cui  i cittadini hanno delegato la loro rappresentanza e di cui la Costituzione definisce i compiti,  garantire  la sorveglianza e la cura dei monumenti per non incorrere in una confusione di ruoli che certamente non gioverebbe alla già complicata situazione del governo della Città di Paternò.

Mimmo Chisari
Mimmo Chisari Autori Zonafranca

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