L’assessore Galatà incontra le associazioni di volontariato

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto dell’incontro con le associazioni di volontariato  voluto fortemente dall’assessore Salvatore Galatà.

L’obiettivo solidarietà si raggiunge tramite l’unione di pubblico e privato. 

E’ una Paternò estremamente solidale quella che viene fuori dal ritratto fornito dall’assessore ai Servizi sociali, Salvatore Galatà, coadiuvato dalle numerose associazioni di volontariato e del terzo settore

Il “Taxi sociale”, il lavoro al posto del sussidio, il servizio “SOS Estate”, una raccolta alimentare ad agosto quando non c’è altra possibilità di muoversi per fornire beni di prima necessità a famiglie in difficoltà economica, sono solo alcune delle iniziative portate avanti dall’assessorato ai Servizi sociali paternesi coadiuvato dai volontari delle associazioni e dal terzo settore.  Ma la gemma più preziosa scaturita dalla effettiva collaborazione è senz’altro la “Bisaccia del pellegrino”.

La Biblioteca “G.B. Nicolosi” di Paternò, ieri mattina, ha ospitato un evento inerente i Servizi sociali, voluto dall’assessore al ramo Salvatore Galatà in cui si è fatto cenno alle tante iniziative portate avanti in questi anni, ma soprattutto si è voluto ringraziare i tanti che le hanno rese attuabili.  Senza retorica, ma con sincerità si è voluto dire grazie dunque, a tutti quelli che il bene lo fanno concretamente. Sono silenziosi testimoni del dolore e delle difficoltà degli altri, facendosene carico in tante occasioni o cercando di alleggerire la pesantezza di una situazione. Ce ne sono tanti paternesi che agisco in questo modo attraverso le associazioni di volontariato o singolarmente senza clamore, come se rispondessero ad un’esigenza naturale perché: «In ognuno di noi c’è del buono e dobbiamo metterlo a disposizione degli altri» come dice con limpidezza la mamma di un bambino affetto da disabilità, la signora Principato, che assieme ad altre si sta impegnando per costituire un’associazione, affinché i diritti dei loro figli vengano rispettati.

«Non c’è cosa più bella, per un amministratore, che entrare in una famiglia e poter migliorare la loro vita, aiutare nelle difficoltà fino a risolverle». Ha asserito Galatà, giunto a questa conclusione dopo aver raccontato come la messa a disposizione del taxi sociale abbia migliorato la vita di molti. Tuttavia sono tante le necessità in città. Tante davvero sono le persone che hanno bisogno di aiuto ogni giorno. Per questo l’Ufficio ai Servizi sociali dovrebbe essere potenziato. «Abbiamo pianificato- così ha spiegato Galatà– nuove macroaree d’intervento assegnando ad ogni assistente sociale una porzione di territorio, ma ancora non è partito nulla, per carenza di unità nell’ufficio e per carenza di assistenti sociali».

Poi ha parlato di quella che è l’opera più grande divenuta l’emblema della collaborazione per il bene comune.

«Che compito grande ci attende per il futuro! La prospettiva più grande l’abbiamo costruita il 30 ottobre del 2015 con la “Bisaccia del pellegrino”. Ventiduemila – queste le parole dell’assessore Galatà– sono i pasti forniti ai nostri concittadini, solo per due mesi ci sono stati i migranti. Stiamo coniugando la solidarietà alla convivialità. Centinaia i volontari coinvolti per consentire un servizio continuativo. Attraverso un aiuto di questo genere si contrasta anche un altro fenomeno, quello della solitudine. Perché stando assieme agli altri si instaurano relazioni sociali. Quello che è importante- lo voglio sottolineare- oltre il servizio, è il metodo: il modus operandi dell’incontro pubblico e privato. Tutti i soggetti uniti da un unico obiettivo. Tutti consapevoli che se fosse mancata l’unità, l’obiettivo sarebbe sfumato. Questo è lavorare concretamente per il bene comune. Abbiamo avuto la capacità e il coraggio di scommetterci insieme. Cari amici del volontariato e del terzo settore siete voi i custodi di questo metodo, di quest’iniziativa. Con la mensa sociale abbiamo costruito qualcosa di molto importante per il futuro».

Un progetto che racchiude il senso della collaborazione proficua, solidare vero baluardo per il bene comune, per questo l’assessore Galatà simbolicamente ha voluto ringraziare tutti i volontari con una targa consegnata ad uno dei responsabili della mensa sociale della Caritas, il diacono Salvatore Mazzamuto, nella dicitura il riferimento al lavoro svolto per la “Bisaccia del pellegrino”. Perché come ha spiegato l’assessore Galatà: «Voi siete testimoni di una grande verità cristiana: in qualunque posto il pane viene spezzato e condiviso là si manifesta il Signore».

Questo loro darsi agli altri è vissuto come una missione, lo si desume dalle parole del diacono Mazzamuto: «Ringraziare noi per averci chiamato a fare quello per cui siamo stati chiamati a fare, nessun grazie occorre». Ha poi ricordato come le cose anche quando non sono fatte in maniera perfetta sono fatte con il cuore, e che: «A partire da quest’anno non abbiamo temporizzato l’apertura agli stranieri. Lasciamo la porta aperta per gli stranieri qualsiasi giorno… La sfida adesso è riuscire a fare a Paternò un centro per dormire. Non è possibile che i bambini dormano fuori!».

Le considerazioni di questo volontario e soprattutto il senso di accoglienza palesato per cinquecentocinquanta giorni solo rispetto alla mensa sociale, senza citare le altre attività che vedono impegnati i volontari paternesi, dovrebbero, forse, bastare per mettere a tacere le numerose controversie sorte sull’opportunità di un centro di accoglienza per migranti in città, una città che molti non reputano pronta.

Il primo cittadino Mauro Mangano ha commentato l’incontro con le associazioni di volontariato e del terzo settore evidenziando, anch’egli, il metodo di collaborazione:

«E’ un momento significativo, perché ha ratificato uno stile, un modello di lavoro nuovo almeno a Paternò: la collaborazione totale tra le istituzioni e il mondo del volontariato. Una collaborazione che non si è verificata esclusivamente per il singolo evento, ma ha finito col creare un sistema vero di protezione sociale, rispetto a ciò che avrebbe potuto fare in tante occasioni o il comune da solo o il mondo del volontariato e del terzo settore da solo. L’incontro di oggi non vuole essere una celebrazione, ma la speranza che questo tipo di metodo non venga messo da parte, che si prosegua in sinergia è l’auspicio più grande. Qualcuno, in modo antiquato, concepisce il ruolo delle associazioni di volontariato come antitetico o supplementare a quello dell’amministrazione, ma non è così, perché in stretta collaborazione si ottengono grandi risultati».

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