L’arte del cibo – Enzo Leanza

Hai mangiato? È la più alta espressione d’amore”, sostiene la scrittrice Laura Morante. Parliamo di cibo che non è, come sappiamo, solo nutrimento, quindi fonte di sopravvivenza. Una vasta letteratura ci insegna che è anche un valore, perché quello che mangiamo ci identifica – in qualche modo; il cibo rappresenta un momento di condivisione, è cura e attenzione per se stessi e per gli altri (anche Cristo, per restare in tema col periodo pasquale di questo nostro numero, nel Vangelo siede spesso a tavola e lo fa soprattutto per instaurare una relazione con gli altri; la convivialità è una delle caratteristiche del figlio di Dio. Ricordiamo che si dona a noi come pane e vino); Federico Fellini sosteneva che la vita è una combinazione di cibo e magia, e noi siamo d’accordo con lui. E cucinare è uno dei tratti che distingue l’uomo dagli altri animali. La preparazione dei cibi, la trasformazione di un prodotto in una pietanza è un momento di creatività. La tradizione culinaria rappresenta parte della cultura di un popolo; la conoscenza di un luogo passa anche attraverso la conoscenza del cibo. E in tal senso, il nostro Paese vanta una tradizione gastronomica nota e apprezzata ovunque. Alcuni dei nostri piatti (come la pizza) sono patrimonio dell’Unesco.

Per trattare di cibo e cucina, abbiamo incontrato Enzo Leanza, un brillante cuoco paternese di 35 anni che, attualmente, delizia il palato dei clienti di una realtà, ormai storica, di Paternò: Il Cristallo.

Enzo è marito e padre di una bimba di tre anni; è un uomo affabile ed è un ottimo cuoco (chi scrive ha ripetutamente provato la sua cucina) capace di concepire piatti squisiti, e incantevoli nell’aspetto; pietanze i cui ingredienti si sposano con armonia; riuscire a ottenere l’armonia non è semplice, ecco perché poi ricordiamo quello che la contiene.

Fare il cuoco è sempre stato il suo obiettivo: “Ho cominciato con persone che giudico dei veri maestri e da loro ho imparato la cucina e mi hanno insegnato anche tante cose utili per la vita”. Ci spiega che il suo interesse è da sempre il lavoro: “Perché metto passione in tutto quello che faccio, e mi reputo un ragazzo fortunato a fare il lavoro che amo”. La cucina, per questo ragazzo, significa: “Esprimere tutta la mia passione”. La passione che mettiamo nel nostro lavoro è ciò che fa la differenza, ed è qualcosa che arriva al prossimo. Di recente Papa Francesco, al riguardo, ha affermato: “Il lavoro rende più persona una persona, le consente di sperimentare la propria creatività e di rafforzare i legami con gli altri”.

Enzo sa che il cibo è amore, tant’è che dice: “La cosa che conta di più nella mia vita è la mia famiglia, perché tutta la serenità e l’amore che ricevo dalle persone che amo, li porto nei miei piatti”; capite, quindi, perché le pietanze di questo ragazzo sono da provare, e il palato non le dimentica. Enzo non ha piatto preferito, perché – come tutti quelli bravi – fa del suo lavoro un’arte, e ogni piatto, per lui, è una creazione unica. Ci suggerisce, per le nostre ricette, di tenere sempre conto dei prodotti di stagione. L’aspirazione del nostro cuoco è di mettersi in gioco ogni giorno “cercando di migliorare e superare me stesso”. Questa è una cosa che gli fa onore e alla quale tutti dovremmo tendere.

Gli abbiamo chiesto se ha qualche consiglio da dare ai giovani che intraprendono questa professione: “Credo che non si debba pensare solo al guadagno, ma bisogna lavorare facendo del proprio mestiere una vocazione, perché così la fatica si sente di meno e la soddisfazione è più bella”.

A noi piace molto la consapevolezza che alcuni riescono ad avere, perché sono capaci di dare il giusto peso alle cose e di riconoscere, nel mucchio, quello che conta davvero; Enzo è una di queste persone belle e consapevoli: “La vita mi ha regalato tante soddisfazioni. Io credo che ognuno è artefice del proprio destino, e cerco sempre di dare il meglio perché voglio avere ancora tante soddisfazioni”. E Zona Franca augura a questo ragazzo, e a tutti coloro che danno il meglio di se stessi in ogni ambito, di ottenere tante meritate soddisfazioni.

 

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca
Cettina Caliò dice di sé: “Nasco ossimoro: sono un sognatore realista”, e dicono di lei: “Sei una rompiballe epica”. Ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Catania. Scrive per Zona Franca da tre anni; lo ha visto nascere al tavolo di un bar, una mattina di primavera. Si occupa di insegnamento privato e di insegnamento on-line della lingua inglese. Scrive poesie e racconti. Sostiene di scrivere perché ha nostalgia di tutti i momenti in cui si è sentita viva. Ama le parole di due sillabe e gli autogrill. La musica classica è la sua variante del silenzio. Divide le persone in due categorie: quelle in gamba e quelle che non lo sono. Legge molto perché, afferma, le piace andare lontano restando vicino. Ha pubblicato 4 libri di poesie e ottenuto significativi riconoscimenti in ambito nazionale. Figura su riviste e antologie letterarie.

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