“L’acqua nel territorio dell’antica Paternò”, Mimmo Chisari incontra gli studenti del Liceo De Sanctis

“L’acqua nel territorio dell’antica Paternò: Elemento sacro e fonte di Vita”: questo il titolo dell’incontro che si è tenuto giovedì 16 maggio nell’aula Magna del Liceo De Sanctis di Paternò, con il prof. Mimmo Chisari, Presidente di SiciliAntica, nell’ambito del progetto Alternanza Scuola Lavoro. L’evento è stato preparato, in modo accurato, dai docenti tutor per l’alternanza dell’Istituto e , in particolare, dai prof.ri Reitano e   Silvestro, ed ha visto protagoniste alcune classi dell’indirizzo linguistico. Gli alunni  hanno letteralmente “accolto” l’autore, in una scenografica cornice di salotto letterario, sotto lo sfondo di  splendide immagini di roride cascate che sembravano scaturire dalla Collina storica di Paternò. Gli stessi alunni hanno posto tutta una serie di domande all’autore sul tema dell’acqua dalla preistoria ai nostri giorni. Facendo riferimento alle sue pubblicazioni sull’argomento,  il prof.   Chisari ha risposto fornendo un breve excursus storico sulla percezione dell’acqua,  che nei secoli e nelle varie civiltà ha assunto  in modo significativo tutte le caratteristiche del Sacro: la purezza e la fertilità, la morte e la distruzione, la memoria e l’oblio . Lo studioso ha spiegato al pubblico presente che  nell’acqua si distinguono due principi antitetici, il maschile e il femminile, con le acque che scendono dal cielo a penetrare nel grembo della terra e quelle che sgorgano, limpide, dalle sorgenti. Andando a ritroso nel tempo, quindi,  ha accennato  al ritrovamento di vari reperti nel sito delle Salinelle che sembrano confermare  la sacralità dell’acqua, ma anche la sua capacità distruttiva : rondelle di femore umano, corni fittili, un vaso con protome bovina a simboleggiare la fertilità del Simeto. Interessante anche il richiamo al valore e al significato dei miti riguardanti l’idrografia, fra cui quello di Alfeo e Aretusa che,  dietro il racconto del congiungimento dei  due amanti, il fiume del Peloponneso e la sorgente siracusana,  allude chiaramente  alla colonizzazione greca. Successivamente il racconto del modo in cui i Romani gestivano in Sicilia i corsi d’acqua nel territorio etneo  con acquedotti e terme: salus per aquam;  il periodo medievale, infine, in cui,  grazie ai   i mulini, costruiti con l’avvento del monachesimo, l’acqua diventa fonte di energia per la macina di vari cereali. Nelle considerazioni finali viene sottolineato come oggi si è perso il senso della misura e del giusto mezzo nella relazione con gli  elementi naturali: da qui ’impegno da parte delle Associazioni di volontariato di proporre il vincolo paesaggistico del sistema idrico della sorgente Monafria per tutelare tutto il  Sistema della via dei Mulini di Paternò. L’incontro con lo studioso ha visto l’alternarsi di momenti di trattazione a  momenti di emozionante spettacolo con gli alunni del Liceo che si sono esibiti in balletti, canzoni  e citazioni anche dotte  come l’epigramma del poeta ellenistico Filippo di Tessalonica  in cui l’autore , a conferma della percezione della sacralità dell’acqua ,  descrive la guarigione di una vecchia serva grazie all’intervento  delle  Ninfe del Simeto. Nel suo intervento conclusivo, la Dirigente scolastica, Prof.ssa Santa Di Mauro, ha ringraziato il relatore per il suo intervento, sottolineando la sua capacità di parlare agli alunni in modo chiaro  ma rigorosamente puntuale, la sua capacità di rendere fruibili concetti e temi anche complessi privilegiando e  utilizzando il racconto più che la trattazione accademica. La Dirigente ha inoltre sottolineato come sia importante promuovere la conoscenza del territorio al fine di sensibilizzare adulti e giovani al rispetto e alla cura dello stesso. Ha  ringraziato infine tutti i docenti e gli alunni che hanno operato per la realizzazione dell’incontro con l’autore con una modalità che, anche in virtù del fatto che  vede i ragazzi protagonisti in  prima persona,  riesce a coinvolgerli e  ad  interessarli in modo significativo.

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