La Sicilia forte di Rosanna Tattaresu

L’uomo ha bisogno di raccontare e raccontarsi, e lo fa attraverso la parola declinata in tutte le forme dell’arte. La pittura è la parola della paternese Rosanna Tattaresu che – con grazia, originalità e forza – racconta e reinterpreta la tradizione siciliana.

“La pittura per me è un lavoro e una necessità espressiva”. Teme di essere chiamata artista: “È una parola immensa”.

31 anni – diplomata in decorazione all’Istituto d’arte di Catania, ha frequentato l’Accademia in conservazione dei beni culturali – Rosanna ha scelto “I fatti miei di Rox” per la sua pagina Facebook e per il suo sito perché: “Mi piace ascoltare i consigli ma senza snaturare me stessa”. Dipinge e decora su diversi materiali: pietra lavica, ceramica, stoffa, legno, tela e carta (e personalizza a richiesta). Abbiamo avuto il piacere di conoscerla alla fiera artigiana di Nicolosi e siamo rimasti incantati dal talento e dalla passione che questa ragazza mette nel suo lavoro. Ci racconta che da sempre ha sentito il bisogno di esprimere se stessa attraverso la pittura: “Mi confondo con le parole, non sono brava, preferisco affidarmi ai segni che scorrono liberi e sicuri sulla carta o su un altro materiale”. È una persona determinata che ama andare oltre i limiti imposti dal canone e si rammarica spesso per la superficialità di chi non sa vedere al fondo delle cose.

Sono tante le sue esperienze lavorative, per citarne qualcuna: ha lavorato presso lo studio “Le Nid”, e partecipa alle fiere artigiane “Dove spesso – dice – lavoro dal vivo dipingendo qualche maglietta o lavorando su un pupo di carta”.

Dal 2014 realizza le targhe artistiche per il Film Festival Maazzeni (una rassegna di cortometraggi ideata da Luigi Virgillito e Dario Marino), “Si tratta di pezzi unici sia su carta – con la tecnica dell’acquarello – sia su pietra lavica, che intaglio e decoro”. Dal 2016 (“e imparo tanto”, afferma) collabora con un artista locale, modellatore di argilla, il maestro Nino Cannone (abbiamo ammirato l’intensa bellezza delle sue opere).

Rosanna ci ha raccontato le sue tele nelle quali nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio compone una storia che è la nostra, e dimostra il suo amore per il suo lavoro e la sua terra. È riconoscente verso coloro che, a vario titolo, hanno rappresentato per lei un momento di crescita personale e artistica e fra questi c’è il maestro Barbaro Messina, che la invitò alla Fiera Internazionale dell’artigianato di Firenze: “È stata una bellissima esperienza e sono stata onorata dall’invito, è lì – in quella città così piena di mondo – che ho ripensato alla Sicilia e a un pomeriggio a teatro a vedere uno spettacolo di pupi, ed è nata la mia Bradamante” (personaggio femminile presente nell’Orlando Innamorato e nel Furioso). Sì, perché i paladini di Carlo Magno, i pupi per tutti noi, sono la cifra di Rosanna. I pupi sono una maschera della vita a mezza strada fra sogno e realtà, e da sempre ci consentono riflessioni socio-esistenziali. A Rosanna prima non piacevano: “Mi sembravano morti”, poi – guardando uno spettacolo dell’opera dei pupi – li ha scoperti vivi e ne ha amato la voce capace di raccontare la nostra identità.  Attraverso l’opera dei pupi e il cunto dei cantastorie (ai quali dobbiamo tanta poesia e la conservazione della nostra memoria), questa ragazza vuole raccontare il valore e l’attualità della nostra storia. “Per me sono la meraviglia che prende vita e voce per i nostri vicoli e nelle nostre piazze; sono la metafora della vita che è un palcoscenico in cui ogni giorno scegliamo se essere pupi o pupari”. I pupi di Rosanna scelgono la libertà dai fili, “La lavorazione è stilizzata per renderli più moderni”.

Oltre alla bravura e all’umiltà (caratteristica dei grandi), di questa ragazza ci colpisce la semplicità e la saggezza del pensiero: “Dalla vita non mi aspetto nulla perché l’uomo propone e Dio dispone. Intendo dire che vivo un giorno alla volta e accetto quello che viene. E cerco sempre di non deludere nessuno, a cominciare da me stessa”.

A Zona Franca fa sempre piacere svelare il bello che il nostro paese contiene, e a Rosanna, che ama la musica di Ligabue, auguriamo tutto il meglio con i versi del suo cantante preferito: “Niente paura, ci pensa la vita”.

 

 

 

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca

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