La Paternò che resta: Nino Lombardo

(foto di Roberto Fichera) . Nino Lombardo era nato nel 1927, il 14 luglio, il giorno della presa della Bastiglia, e aveva una tempra rivoluzionaria e un’ammirevole energia vitale. Era un sognatore determinato, con tanta voglia di fare, a dispetto del tempo.

Chi scrive ricorda di lui il suo sorriso e le braccia aperte per accogliere in un abbraccio. Nino Lombardo era una persona capace di accogliere; qualità rara.

Diceva di amare la sua Paternò, e di essere riconoscente ai paternesi (“molti dei quali non ci sono più”, ci disse una volta), perché lo avevano sostenuto nella sua carriera politica, all’interno della DC. Era un avvocato, e tutti conosciamo la sua “vita” politica (Nino  teneva a sottolineare che la sua attività politica e la sua vita erano “congiunte”). È stato deputato nazionale per cinque legislature; deputato regionale per tre legislature, e più volte assessore e vicesindaco al Comune di Paternò. Ricordiamo che si è candidato a sindaco di Paternò, nel 2017, con una lista civica: “La mia candidatura è un tentativo di ridare un’opportunità al paese che amo, e di tracciarne un nuovo percorso attraverso la riqualificazione del territorio”, affermò allora.

Nino Lombardo conosceva il valore della tradizione e della memoria, e ha dimostrato, al di là delle parole, il suo amore per Paternò, lo ha fatto, nel tempo, tentando di incidere nel tessuto economico e socio-culturale della città.

Sappiamo che alle sue iniziative si devono la nascita della Zona Ardizzone e lo sviluppo della zona di Tre Fontane, per citarne solo un paio. Negli ultimi anni, attraverso la sua associazione culturale Il Cenacolo, aveva tentato di stimolare la cultura cittadina. Ha ristrutturato un’ala della biblioteca comunale G.B.Nicolosi e donato una trentina di computer di ultima generazione (caricati con file suddivisi per unità tematiche) perché i cittadini tutti potessero usufruirne. Si è occupato del restauro dei Pupi siciliani (che giacevano dimenticati in biblioteca) e ne immaginava la collocazione alla Galleria d’Arte Moderna della nostra città.

A Nino piaceva dire di essere un illuminista; noi sappiamo che era avanti, aveva la capacità di precorrere il tempo, ed era animato dalla voglia di fare. Quest’uomo era la dimostrazione che “la vita fugge e non s’arresta un’ora” ma se riusciamo a tenere desto in noi quel “fanciullino” di pascoliana memoria, abbiamo vinto.

E Nino Lombardo ha vinto.

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca

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