LA PASSIONE “SECONDO I PUPI”.

Marzo, Primavera dei Paternesi, con i suoi eventi dedicati alla Donna e negli ultimi giorni alle tradizioni della Pasqua. Un Mese che ha rivelato la parte nobile della Comunità locale, fatta da cittadini attivi ed impegnati nella promozione di iniziative socio-culturali al fine di sottrarre il territorio all’inettitudine. In “direzione ostinata e contraria” c’è tutto un mondo di Associazioni, sceso in campo per promuovere il Risveglio della Comunità con il sostegno dell’Amministrazione Comunale. Su questa traccia, l’evento tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri, presso i locali del Piccolo Teatro di Paternò: la Passione di Cristo con i pupi del prof. Turi Fallica e l’animazione della Compagnia teatrale “Il Saraceno” dallo stesso recentemente costituita.
Uno spettacolo che ha intrecciato magistralmente religiosità, cultura e tradizione riportando in scena i pupi (della collezione dei maestri pupari paternesi da Gaetano Crimi a Giuseppe Librizzi), che dal 1940 non “esercitavano più”, avevano perso voce. In un’epoca tutta al digitale, dove il tempo e lo spazio si dilatano all’infinito e dove ogni cosa si veste di effetti speciali, la Compagnia Teatrale “il Saraceno”, con la rappresentazione dei pupi, ha saputo restituire al pubblico una dimensione intima e familiare che con semplicità ha raccontato uno degli eventi più suggestivi dei riti pasquali. Un omaggio alle nostre tradizioni, quando nella prima metà del Novecento, i pupi con i loro spettacoli epico-cavallereschi e liturgici, svolgevano la duplice funzione di intrattenere e istruire.
Il pubblico ha molto apprezzato; coinvolgente la scena della crocifissione con la comparsa di un antichissimo pupo, risalente al 1835. Lo spettacolo è stato patrocinato dalla IV Commissione del Consiglio Comunale in collaborazione con l’Università della Terza Età ; presenti anche: il Sindaco Nino Naso, la prof.ssa Barbara Conigliello, presidente della IV Commissione consiliare, che ha patrocinato l’evento, i consiglieri Luigi Gulisano e Roberto Faranda .

FOTO DI MAURIZIO D’ALI’

 

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