La parola ai cittadini. Come stiamo, dove andiamo?

Zona Franca ha ritenuto opportuno ascoltare il pensiero dei cittadini in merito alle condizioni del nostro paese; perché ascolto e confronto sono cose proficue. Abbiamo scelto una piccola rappresentanza per categorie sociali. A tutti abbiamo posto due domande: Cosa serve alla nostra città?, Cosa si aspetta dalla prossima amministrazione?.

Secondo Mario Cunsolo, cinquantenne operaio agrumicolo – marito e padre, alla città serve il lavoro: “Siamo in un periodo in cui le piccole aziende non ce la fanno coi costi di gestione, e a sopravvivere sono solo le grandi aziende e le grandi imprese. Penso che si debba agire a livello nazionale ma credo – aggiunge – che a livello comunale si debba fare qualcosa per valorizzare ciò che abbiamo. Penso al pistacchio di Bronte, conosciuto nel mondo, e penso ai nostri prodotti dimenticati”. Dalla prossima amministrazione il signor Cunsolo si aspetta maggiore attenzione al settore agrumicolo: “Non si può trascurare un settore che è alla base dell’economia della città, e questo vale anche per l’edilizia. Bisogna cambiare questa tendenza negativa. Secondo me – considera – bisogna coinvolgere gli agrumicoltori creando consorzi seri. Noi siamo allo sbando, perché ognuno è per sé e per questo non siamo competitivi. Ci vuole un buon pastore che guida il gregge”.

Stefano Pellegrino, ventenne diplomato all’I.T.C G.Russo e disoccupato, ci spiega che ha lavorato in un call center outbound ma è stato licenziato “facevo pochi contratti, non ce la faccio a prendere in giro la gente”. Ha poi trovato un altro lavoro presso un esercizio commerciale ma è stato licenziato perché il proprietario non riusciva a coprire le spese, e la sua paga era fra queste. Stefano sta pensando di iscriversi all’università “ma cerco lo stesso un lavoro perché non voglio pesare troppo a casa”. Secondo Stefano alla nostra città manca il senso civico “ed è colpa nostra, che ce ne freghiamo del paese, e a me questo dispiace; ma penso che ci vorrebbe più controllo, più vigili e carabinieri in giro”. Dalla prossima amministrazione, Stefano si aspetta maggiore attenzione al territorio, impegno per l’educazione civica e la possibilità di lavorare: “Lo so che l’amministrazione non può fare i miracoli, ma – dice – potrebbe agevolare in qualche modo commercianti e imprenditori e questo significherebbe possibilità di lavoro per ragazzi come me, ma anche per chi non è più un ragazzo, perché del lavoro abbiamo bisogno tutti”.
Gabriella Zito, commerciante cinquantenne – moglie e madre, sostiene che alla città mancano i parcheggi e ciò causa un danno alle attività commerciali: “è inutile animare le vie del centro se poi la gente non può fermarsi nei negozi”. Lei ricorda che da bambina il paese era in crescita e questo contribuiva a creare un’atmosfera positiva. C’era voglia di fare. Si rende conto che a quel tempo le condizioni erano diverse, ma considera, anche, che tutte le classi politiche di allora, avevano un dato comune: l’amor proprio: “il politico ci teneva a fare qualcosa per il paese; voleva lasciare una traccia del suo operato” e pertanto si augura che chi governerà possieda amor proprio e tenga conto del tessuto sociale dal quale – a suo avviso – occorre partire per andare avanti. La signora Zito aggiunge che l’amministrazione dovrebbe preoccuparsi per i giovani, cercando strade alternative, per esempio l’appoggio dei privati, per offrire loro delle opportunità, “penso ai giovani che fanno sport raggiungendo livelli che danno lustro al paese, e alla difficoltà economica a mantenersi”.

Lucrezia Tirotta, 36 anni, avvocato single, ci spiega che sebbene il suo lavoro la faccia gravitare quotidianamente a Catania “è a Paternò che ho scelto di vivere”; Lucrezia è del parere che a Paternò occorra l’amore “amo questo paese e credo che, al di là delle parole da campagna elettorale, ciò che serve a questa città è far innamorare i paternesi di Paternò – e sottolinea – viviamo nella totale mancanza di senso civico per le poche strutture e i servizi esistenti – e sottolinea – Paternò è casa nostra e per questo dovremmo difenderla”. Dalla prossima amministrazione, Lucrezia si aspetta ascolto: “mi aspetto ascolto per i bisogni dei cittadini, per creare quel rapporto sinergico essenziale che può portare l’amministrazione a far bene, perché – conclude – in un mondo tanto progredito le condizioni sociali peggiorano; e su questo si deve lavorare insieme”.
Come cittadini, riteniamo che quando si amministra un paese, a qualunque livello, l’obiettivo da perseguire sia il benessere del paese; e se l’obiettivo è questo, non importa da quale direzione si provenga, perché il traguardo è lo stesso per tutti.
La nostra speranza è che chiunque avrà l’onore e l’onere di amministrare la città, punti con tenacia e buona volontà a quel traguardo.

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