La logica delle priorità – Zona Franca incontra Antonino La Spina, Comandante dei Vigili Urbani

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Antonino La Spina, Comandante della Polizia Municipale di Paternò, persona amabile e di grande chiarezza espressiva. Impariamo che lavora in media anche 12 ore al giorno e ha un surplus lavorato di circa 1300 ore; la sua indennità è onnicomprensiva, ovvero non è soggetto a forme incentivanti.

Paternò è una realtà anomala, è il nostro pensiero, e riteniamo si tratti di una questione numerica: gli incivili sono tanti, più che altrove; “Isole felici non ne esistono” precisa saggiamente il Comandante ma condivide il nostro dire e cioè che per la maggioranza dei paternesi non c’è la percezione che il paese è casa, la nostra. E questo è drammatico perché è una delle cause maggiori del degrado in cui viviamo.

Da cittadini, che vivono una realtà quotidiana fatta soprattutto di inciviltà e incuria, volevano capire meglio i meccanismi dell’operato delle Forze a tutela del nostro territorio e potere così considerare – con cognizione di causa – tutti quegli elementi che spesso ci lasciano sgomenti.

Per chi non lo sapesse, Paternò conta circa 50mila abitanti. I Vigili urbani a disposizione del nostro territorio sono 25, e 3 sono gli ausiliari del traffico.

Con il Comandante La Spina abbiamo parlato di percezione: ho spiegato che, da cittadino, la mia percezione è l’assenza dei Vigili urbani: non li vediamo spesso in giro se non in occasioni particolari. “Capisco questa percezione negativa, ce l’avevo anch’io prima di fare questo lavoro”.

Il Comandante comprende che i cittadini vivono una realtà fatta di parcheggi selvaggi, di divieti non rispettati, di furti, di atti vandalici, di rifiuti disseminati ovunque, e si aspettano che queste cose vengano rimediate. “Ma il cittadino ignora che mancano gli strumenti per potere arginare al meglio queste fragilità. Noi operiamo secondo Normativa e secondo disponibilità dell’Ente. E ci sono difficoltà oggettive che il cittadino non percepisce”. Le normative di legge spesso non mettono l’Arma in condizioni di arginare determinate situazioni. La punibilità inferiore a tre anni per alcuni reati determina che chi commette azioni quali il furto in abitazioni, il furto di cavi elettrici, la rimozione di tombini…, sia serenamente in circolazione pochi giorni dopo la convalida dell’arresto. “Quindi la percezione di insicurezza – sottolinea il Comandante – viene amplificata da questa situazione contro la quale nulla si può, perché le Forze dell’Ordine non hanno strumenti efficaci”. Fra le cose che forse il cittadino non sa, ci sono alcuni aspetti sulla questione del randagismo: “La legge dice che si possono accalappiare solo cani pericolosi e morsicatori, il resto si deve microcippare, a spese del Comune, sterilizzare e rimettere nel territorio, ma il cittadino questo non lo sa”.

La nostra chiacchierata, a proposito di difficoltà oggettive, è interrotta da una questione di ordinaria amministrazione: uno pneumatico fuori uso in un’auto di servizio e mancano i soldi per poterlo sostituire. Il Comandante li anticipa di tasca sua (e scopriamo che non è l’unica spesa ordinaria che di solito anticipa per evitare che un ingranaggio già poco funzionante si blocchi del tutto perché magari manca uno pneumatico o si guasta uno strumento di lavoro). Poi riprende a spiegarci che il controllo del territorio avviene in varie forme: abusivismo edilizio, sequestri di immobili, di cantieri, questioni ambientali, rilevazioni di incidenti stradali e conseguente contatto con la Procura, controlli negli esercizi commerciali e al mercato… i Vigili urbani effettuano anche il servizio di TSO (Trattamento Sanitario Coatto) e quindi spesso, nottetempo, bisogna condurre alcuni soggetti in diversi località, ed essendo carente il numero dei Vigili, l’operazione è svolta dagli stessi che durante il giorno hanno già lavorato.

“In questo momento, mentre parliamo, una pattuglia è in azione per il sequestro di un immobile abusivo, ma il cittadino non la vede e fatica a capire che siamo assorbiti da molte questioni, e l’organico a disposizione è carente. La pattuglia è una e ha delle priorità. Ma capisco l’amarezza del cittadino che tuttavia non percepisce tutta quella attività che non ha rilevanza esterna. Che sostanzialmente non vede”.

Inoltre, il Comandante, ci fa notare che Paternò – a differenza di altri Comuni con un numero simile di abitanti – “è tutto raccolto in un fazzoletto, mentre in altri paesi la distribuzione degli abitanti è frazionata. Da noi non è così, e la congestione si avverte di più. Acireale, per esempio, ha lo stesso numero di abitanti di Paternò, distribuiti in modo frazionato, e non raccolti tutti in un fazzoletto, e dispone di 70 vigili urbani e 30 ausiliari del traffico”.

Al Comandante dispiace, giustamente, la banalizzazione delle problematiche. Perché loro per primi avvertono un senso di impotenza dovuto alla struttura e alle carenze. Mancando al cittadino la giusta cognizione di causa, arriva a conclusioni errate o superficiali, per cui le Forze preposte al controllo del territorio finiscono per essere, nell’immaginario collettivo, coloro che stazionano al bar per prendere il caffè o riposano in ufficio. Comprendiamo che questo, alla lunga, risulta demotivante.

Pare che la Legge stabilisca che quando un lavoratore va in pensione, l’Ente può assumere un altro soggetto e collocarlo là dove l’Ente stesso è più carente. In una logica di priorità, questo significa (in estrema sintesi) che se, per esempio, va in pensione un impiegato del settore cultura, è possibile assumere un Vigile urbano. Oppure, si può – anziché aumentare ulteriormente le ore lavorative di alcuni soggetti – utilizzare quelle cifre per integrare al Corpo dei Vigili urbani 5 unità, il che significherebbe incrementare il numero delle Forze preposte al controllo del territorio con un conseguente beneficio per la sicurezza di tutti. Pare si possa fare anche questo.

Sappiamo che questo è un periodo economicamente duro per tutte le amministrazioni del Paese, ma non possiamo fare a meno di considerare l’ovvio: quando le disponibilità finanziarie sono esigue, bisognerebbe stabilire una logica di priorità (lontana dalla strumentalizzazione politica) che miri alla stabilità e al benessere comune.

Noi non siamo mai contro qualcuno. Siamo sempre a favore di tutti noi. “Bisogna abitare la città con il cuore” ha detto il nostro buon Parroco Salvatore Magrì durante una recente messa. La sua era una preghiera a Santa Barbara. Riteniamo sia un pensiero buono e giusto. Abitare (e amministrare) con il cuore farebbe la differenza.

Al Comandante La Spina auguriamo un buon lavoro e lo ringraziamo per la disponibilità.

 

 

 

 

 

 

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca
Cettina Caliò dice di sé: “Nasco ossimoro: sono un sognatore realista”, e dicono di lei: “Sei una rompiballe epica”. Ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Catania. Scrive per Zona Franca da tre anni; lo ha visto nascere al tavolo di un bar, una mattina di primavera. Si occupa di insegnamento privato e di insegnamento on-line della lingua inglese. Scrive poesie e racconti. Sostiene di scrivere perché ha nostalgia di tutti i momenti in cui si è sentita viva. Ama le parole di due sillabe e gli autogrill. La musica classica è la sua variante del silenzio. Divide le persone in due categorie: quelle in gamba e quelle che non lo sono. Legge molto perché, afferma, le piace andare lontano restando vicino. Ha pubblicato 4 libri di poesie e ottenuto significativi riconoscimenti in ambito nazionale. Figura su riviste e antologie letterarie.

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