Interpretare un viso – Salvatore Di Vita Make-up Artist

È noto che Zona Franca è attenta alla realtà cittadina e ama dare voce a quei paternesi che – a vario titolo – fanno onore al nostro paese.

Questo mese parliamo di bellezza e make-up con un giovane visagista, Salvatore Di Vita; il nome è lo stesso del protagonista del Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore; e pare che i due abbiano in comune la capacità di stupirsi davanti alle cose belle.

La bellezza fa bene al cuore e oggi, più che mai, non si può negare l’importanza dell’aspetto esteriore nella nostra vita. Prendersi cura di sé – lo sappiamo – migliora la nostra autostima, ci consente di stare meglio con gli altri. Il viso è il nostro biglietto da visita. Helena Rubinstein, fondatrice dell’omonima casa cosmetica, diceva: “Non esistono donne brutte, solo donne pigre”, e Salvo condivide: “La bellezza è ovunque, bisogna solo vederla e valorizzarla. Ho conosciuto donne attente ai loro difetti e incapaci di vedere il bello che c’era in loro”. Di questo trentenne, dal sorriso fresco e largo, ci piace l’entusiasmo con cui parla del suo lavoro.

La nostra chiacchierata è stata di tipo dinamico, perché abbiamo voluto affidarci alle sue mani per avere contezza delle sue capacità; e siamo rimaste piacevolmente stupite del risultato e ammirate da lui che mette insieme grazia e passione, professionalità e ironia.

Salvo è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Catania in Graphic Design – Comunicazione d’Impresa, e ci racconta di avere sempre avuto una propensione per l’arte: “Mi è sempre piaciuto il mondo del make-up ma non avevo mai pensato di farne un lavoro”. Il suo talento è stato scoperto da Valter Gazzano, il visagista di punta della casa cosmetica Yves Saint-Laurent. “Ho frequentato il Centro Nicotra Formazione e fatto altri corsi di make-up specialistico per teatro e pubblicità”. In seguito è diventato assistente di Claudio Guardo, e ha tenuto, a sua volta, corsi di formazione presso aziende cosmetiche. Ciò che caratterizza questo ragazzo è la personale interpretazione dell’arte del maquillage: “Una volta apprese le tecniche di base – ci spiega – è importante, attraverso la passione e l’esperienza, la creazione di uno stile personale”.  Oggi il suo curriculum vanta significative esperienze, fra queste alcuni eventi internazionali: è stato per due volte, a Taormina, uno dei visagisti di The Look of the Year – un concorso di lancio per fotomodelle (Nina Moric è partita da qui), e del Luxury Sicily, una serie di spot che puntano a valorizzare i luoghi della nostra isola. È visagista presso alcune profumerie siciliane, e si è occupato anche di trucco teatrale.

Gli abbiamo chiesto che differenza c’è fra un grafico e un visagista: “Lavori sempre con forme, geometrie e colori, ma nel caso del make-up è il viso a diventare il tuo piano creativo”. Ci dice che l’aspetto che predilige del suo lavoro è il rapporto di fiducia che si crea con le sue clienti: “Mi dà soddisfazione vederle contente e vederle ritornare; e mi emozionano i loro messaggi di ringraziamento”. È molto attento a rendere confortevole il luogo in cui opera: “Per me è essenziale che ci si senta a proprio agio” (possiamo garantire sul comfort e sull’attenzione per ogni dettaglio dal cioccolatino alla musica in sottofondo). La parte che gli piace di meno (sorride) è rimettere in ordine il caos creativo. Salvo ci tiene a precisare che è maniacale in merito alle sopracciglia: “Sono la cornice del viso” (e precisa mentre usa il nostro viso come “piano creativo”; ammettiamo di essere state un po’ vivaci sulla sua poltrona e ci è stato detto, sempre con un bel sorriso, “Io quelle come te le uccido!”); ci spiega che un make-up, anche intenso e deciso, risulta sempre appropriato quando è eseguito con competenza. “Un viso va interpretato, e per farlo al meglio occorre usare bene gli strumenti e sapere valorizzare i dettagli”. Per lui il make-up non è solo trucco, “Non si tratta solo di colorare un viso. È comprendere e creare. È gratificazione quando si dona sicurezza alla persona che abbiamo davanti e si sta fidando di noi. È la costruzione di un rapporto empatico che rimane”.

Quando gli chiediamo come si immagina in futuro, ci dice di essere fatalista: “Non faccio grandi progetti, vivo giorno per giorno perché la vita, poi, finisce sempre per sorprenderti”. E siamo d’accordo con lui.

Abbiamo già avuto modo di dire che nutriamo stima e ammirazione per tutte quelle persone che svolgono il loro lavoro con competenza e passione; e a Salvo, e a tutte loro, auguriamo sempre il meglio di tutto.

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