Il Teatro Giovane Turi Pappalardo porta la Sicilia a Gorizia

Dal 26 al 29 settembre – con il Teatropera dei pupi siciliani – il Teatro Giovane Turi Pappalardo rappresenterà la Sicilia, per la seconda volta, a Gorizia nell’evento internazionale Gusti di Frontiera. Saranno presenti circa 46 nazioni. Si tratta di una manifestazione sulle tradizioni culinarie e il cibo da strada (street food). All’interno di questa manifestazione, la nostra compagnia di filodrammatica ci fa onore portando fuori dai confini della nostra isola l’arte e la bellezza della nostra tradizione culturale: l’Opera dei Pupi, attraverso uno spettacolo e un’area museale.

I Pupi, che – in passato – tanto hanno intrattenuto la gente nelle piazze, parlano alla semplicità dell’animo e da sempre ci raccontano – in  fondo – il bisogno di credere ancora negli eroi, di credere che ce la si possa fare.

Abbiamo incontrato Francesco Pappalardo, direttore artistico, e regista insieme al presidente Biagio Di Caro. La filodrammatica Pappalardo è una realtà artistico-culturale del nostro territorio da più di un decennio (ha collaborato anche con professionisti del settore) ma abbiamo voluto ugualmente chiedere a Francesco (a beneficio di chi non lo sapesse) come è cominciata questa lunga avventura.

“Tutto parte da mio padre Turi, insegnante nella zona della Villetta. Per lui il teatro era un mezzo di riscatto sociale, la possibilità di abbattere le differenze e uno strumento di educazione per tutti, soprattutto per i meno fortunati. Portava i suoi alunni alle rassegne nazionali di teatro e rientravano sempre con un primo premio, e una volta anche un ex aequo con l’Antoniano di Bologna”.

Francesco ci spiega che ostacolava la passione di suo padre “temevo per la sua salute, ma dopo la sua morte, insieme ai suoi insegnamenti, ho ereditato anche la sua passione, e si tratta di una passione che crea dipendenza”. Francesco è un uomo che possiede il dono di riconoscere il merito altrui e pertanto ha aggiunto: “Ci tengo a dire che senza Biagio Di Caro non ci sarebbe stato il teatro Turi Pappalardo; lui era vicepresidente al tempo di mio padre. Biagio mi ha sostenuto e incoraggiato e, nella fase di passaggio, la sua figura è stata fondamentale”.

Il percorso di questa compagnia è fatto di numerosi spettacoli che vanno dalla commedia al dramma, quest’ultimo rappresentato (come dramma della Passione di Cristo) in diverse chiese (la Matrice, la Badia di Sant’Agata, per citarne un paio) nel periodo quaresimale. “Superato il periodo pasquale, ci diamo alla commedia – dice Francesco – perché la gente ha bisogno di ridere e poi perché… – e qui cita un adagio di saggezza che è metafora di vita – brocculi e pridicaturi passutuPasqua, perdunu sapuri”.

In merito all’evento friulano, il Teatro Giovane Turi Pappalardo partecipa alla manifestazione grazie al siracusano Marco Pugliara, titolare di TinchiTè, azienda di alta gastronomia siciliana. L’ex bancario Martino Rabuazzo collabora con i suoi Pupi storici da esposizione. Il cast di maniantie parraturiche darà vita allo spettacolo è composto da: Turi Mangano, Rosario Cutuli, Salvo Zuccarotto, Rachele Rapisarda, Sofia Uccellatore, Cettina Di Martino.

Francesco aggiunge che della prima esperienza al Festival di Gorizia ricorda la grande emozione provata per la gioia dei tanti siciliani emigrati in Friuli e presenti allo spettacolo, “erano felici di potere ritrovare un pezzo di casa, di potere rivivere, attraverso i suoni, la loro terra. La nostra”.

Noi auguriamo ogni successo a questa Compagnia.

Zona Franca, è noto, fa sempre il tifo per la Paternò bella che ci rende orgogliosi  – lo diciamo spesso – e ci piace dirlo e raccontarlo, soprattutto in momenti poco sereni e vitali sul piano economico-sociale, consapevoli che la salute di un Paese passa anche attraverso l’educazione sociale in ogni sua forma.

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca
Cettina Caliò dice di sé: “Nasco ossimoro: sono un sognatore realista”, e dicono di lei: “Sei una rompiballe epica”. Ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Catania. Scrive per Zona Franca da tre anni; lo ha visto nascere al tavolo di un bar, una mattina di primavera. Si occupa di insegnamento privato e di insegnamento on-line della lingua inglese. Scrive poesie e racconti. Sostiene di scrivere perché ha nostalgia di tutti i momenti in cui si è sentita viva. Ama le parole di due sillabe e gli autogrill. La musica classica è la sua variante del silenzio. Divide le persone in due categorie: quelle in gamba e quelle che non lo sono. Legge molto perché, afferma, le piace andare lontano restando vicino. Ha pubblicato 4 libri di poesie e ottenuto significativi riconoscimenti in ambito nazionale. Figura su riviste e antologie letterarie.

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