Il saluto a Nino Lombardo

Stamattina nella chiesa dello Spirito Santo, a Paternò, si è tenuto il funerale di Nino Lombardo, celebrato da Padre Salvatore Alì che ha porto alla famiglia le condoglianze da parte del vescovo di Catania, Monsignor Salvatore Cristina. Presenti le istituzioni civili e militari.

La scelta della chiesa, ha spiegato il sacerdote, è stata di Nino Lombardo, perché si trova nella zona Ardizzone, quell’area di Paternò da lui fortemente voluta. Padre Alì ha ricordato la figura di questo cittadino, che tanto ha dato al suo paese, citando Papa Paolo VI: “La politica è la forma più alta di carità”, e ha ricordato ai presenti di non dimenticare l’ insegnamento di Nino Lombardo: “amare Paternò e renderla sempre migliore”.

Il sindaco Nino Naso ha porto le condoglianze alla famiglia a nome della città tutta, e ha ricordato l’impegno costante di Nino Lombardo per la nostra città: “Era una persona che non ha mai perso il contatto con il suo territorio e la sua comunità. La sua perdita è una perdita per tutti noi. Faremo tesoro degli insegnamenti che ci ha lasciato”. Il sindaco ha aggiunto che Nino Lombardo meriterebbe l’intitolazione di molte cose, ma rispetta la volontà dello stesso che non voleva nulla del genere.

Nino Lombardo non desiderava essere ricordato con una targa; desiderava, invece, che i suoi progetti, per una Paternò migliore, fossero portati avanti.

Salvo Lombardo, secondogenito dell’onorevole, ha preso la parola a nome della famiglia: “… mio padre era moderno e visionario, ha sempre amato la sua città e per la sua città ha sempre desiderato il meglio”.  Rivolto all’amministrazione ha chiesto che vengano portati avanti e mantenuti alcuni dei progetti del padre: la galleria d’arte moderna e l’intesa con la Fondazione Einaudi e la sala multimediale della biblioteca. Salvo Lombardo ha concluso il suo intervento leggendo una lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che porgeva le condoglianze e ricordava la sua amicizia con Nino Lombardo.

La giovane nipote, Giulia Lombardo, ha raccontato, nel suo breve e dolcissimo intervento, che il nonno le aveva chiesto: “non chiamarmi nonno, chiamami Nino, perché Nino è di più, Nino è più forte”. E chi scrive ha riconosciuto in queste parole l’uomo ammirevole e degno di stima che accoglieva allargando le braccia per un abbraccio.

Il passaggio biblico scelto per la funzione recitava: “I giusti sono nelle mani di Dio”.

Ciao Nino.

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca
Cettina Caliò dice di sé: “Nasco ossimoro: sono un sognatore realista”, e dicono di lei: “Sei una rompiballe epica”. Ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Catania. Scrive per Zona Franca da tre anni; lo ha visto nascere al tavolo di un bar, una mattina di primavera. Si occupa di insegnamento privato e di insegnamento on-line della lingua inglese. Scrive poesie e racconti. Sostiene di scrivere perché ha nostalgia di tutti i momenti in cui si è sentita viva. Ama le parole di due sillabe e gli autogrill. La musica classica è la sua variante del silenzio. Divide le persone in due categorie: quelle in gamba e quelle che non lo sono. Legge molto perché, afferma, le piace andare lontano restando vicino. Ha pubblicato 4 libri di poesie e ottenuto significativi riconoscimenti in ambito nazionale. Figura su riviste e antologie letterarie.

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