Il Museo della Civiltà Contadina può incrementare il turismo

Il Museo della Civiltà contadina ancora centro di aggregazione e di vita pulsante  per incrementare il turismo della Città di Paternò.

Vorrei intervenire in merito al Decreto 4 luglio 2018 PO FESR 2014-2020,  (pubblicato sul Suppl. ord. N2 della Gazzetta Ufficiale  della Regione Sicilia (p. I)  n.37 del 24 -8- 2018) Azione 9.6.6 – I Finestra – Operazione recupero dell’ex macello del comune di Paternò per realizzare un centro polivalente funzionale in grado di recuperare le tradizioni artistiche /artigianali della comunità, promuovendo un ambiente favorevole della cultura, allo sviluppo dell’impresa e alla facilitazione di accesso dei giovani al mondo del lavoro e alla cultura dell’innovazione ; (OFF’ ART & HUB) del comune di Paternò… pag. 80 ricordando che fino ad oggi l’edificio dell’ex macello ha ospitato il Museo della Civiltà Contadina di Paternò, nato in modo spontaneo ad opera di alcuni professori e operatori amministrativi della Scuola Media Statale G. Marconi di Paternò (adesso Istituto comprensivo) per offrire ai giovani alunni un tipo di insegnamento alternativo quando ancora non era iniziata l’era dei PON e dei POR e ogni azione didattica era demandata alla buona volontà e al sacrificio di pochi docenti che ancora credevano nel loro lavoro, svolto con entusiasmo e passione, come missione da compiere oltre che come un dovere da assolvere per il bene della comunità. A poco a poco il Museo è diventato un evento corale con la partecipazione di alunni e genitori che hanno donato ciascuno, di propria libera scelta, un  oggetto semplice (una zappa, un crivello, una madia, ecc.) ma significativo per la sua valenza affettiva, legato alla storia della loro famiglia di carattere arcaico e contadino. I doni erano fatti con generosità solo per il piacere di arricchire la collezione museale sentendosi ognuno protagonista di qualcosa più grande, di più esteso e comunicativo della propria cerchia familiare. E così è stato in quanto gli oggetti sono diventati protagonisti di vari eventi: dal documentario, prodotto dal XXIII Distretto scolastico di Paternò in collaborazione con l’Assessorato Regionale, al film Vipera (con il protagonista G. Giannini)  dalle varie visite guidate, a cui hanno partecipato alunni provenienti da tutte le parti della Sicilia, ad alcune importanti serate come la Notte dei Musei e ai momenti espositivi (alleCiminiere di Catania,  al Castello normanno e alla villa Moncada) fino alla sua sede finale nei locali dall’ex macello, dopo  il contratto di comodato d’uso tra la Scuola Marconi e il Comune di Paternò. Il museo è diventato, almeno per me, un luogo dell’anima che è andato oltre il suo percorso didattico (la stalla, la bottega del vasaio, ecc.) oltre la sua staticità  e fisicità espositiva per trasformarsi in una fonte di ispirazione e occasione di ulteriori approfondimenti di carattere storico e antropologico: i mulini ad acqua e le zenie,  le fornaci e i palmenti, le masserie e le casette rurali, i pagghiari e le torrette, le fontane e gli abbeveratoi, le cisterne e le neviere dell’Etna. Le formule magiche della fascinazione, la medicina popolare e le erbe curative, il dialetto e il lessico familiare all’interno delle famiglie contadine, i cantastorie racconti e le leggende.  Il museo è ancora un polo importante, una delle tante o poche cose positive che in questi ultimi anni hannocontraddistinto Paternò, un centro di interesse e di aggregazione ancora vivo e pulsante, che completa il  percorso  turistico cittadino aggiungendo alla  Storia e all’Archeologia l’aspetto antropologico senza il quale non si può comprendere, a pieno, l’attuale crisi che in questo momento sta vivendo la nostra Città.  

Mimmo Chisari
Mimmo Chisari Autori Zonafranca

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