“Il manoscritto ritrovato”, un originale contributo per la Storia di Paternò

Confermando l’assunto, già in altra sede espresso, la Storia di Paternò si sta, sempre  di più, arricchendo grazie ad alcune recenti ricerche portate avanti dalla nuova generazione di giovani studiosi. Ne è magnifico esempio la tesi di Laurea di Vanessa Genova: Il manoscritto ritrovato. Il “Libro delli privilegij” della Città di Paternò (XVII-XVIII secolo), Anno Accademico 2016-2017 (Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Corso di Laurea Magistrale in Storia e Cultura dei Paesi Mediterranei). Uno studio coerente e armonioso, unitario e documentato che, già nelle pagine introduttive, chiarisce lo schema della ricerca completata da una ricca e appropriata bibliografia e da un inedito corredo iconografico. Dopo una prima parte di contestualizzazione storica (XI-XVIII) con un approfondimento delle vicende famigliari della nobile famiglia Moncada di Paternò, si passa all’analisi dell’origine e dello sviluppo delle Consuetudini in Sicilia per soffermarsi sul Codice consuetudinario di Bianca di Navarra del 1405, poi, confermato da Francesco Moncada (la cui firma segue quella della Regina accompagnata da un sigillo in cera rossa) nel 1550 e da Antonio Moncada nel 1615. Questi Atti, probabilmente gli ultimi prima dell’abolizione feudale del 1812, sono richiesti  dall’universitas di Paternò, cui segue la registrazione dei documenti nella Corte delle Cause Civili della Città e la relativa approvazione Si chiarisce ancora la vicenda del Libro Rosso, scomparso dall’Archivio Storico di Paternò, nel 1927, e recentemente recuperato grazie all’avv. Giuseppe Cicero che, dopo averlo gelosamente custodito nel sua biblioteca privata, lo ha  messo a disposizione della giovane  studiosa per le sue ricerche. Infine si entra veramente in medias res con la lettura e analisi critica del seicentesco atto notarile contenuto nei Capitoli approvati dal Principe Ferdinando Moncada il 6 novembre 1685 e raccolto nel “Libro Rosso”. L’atto si rivela interessante perché, nella supplica, si evince la volontà di rispettare ma nello stesso tempo di rinnovare e rinvigorire le Consuetudini, tramandate, soprattutto in quella parte riguardante l’elezione dei funzionari cittadini, i quali dovrebbero alternarsi assicurando un continuo ricambio tra gli stessi cittadini di Paternò, senza preferire i giurati esterni alla Città. Come si vede certe esigenze o richieste di alternanza nella funzione pubblica, contemplate recentemente nel panorama legislativo italiano, già allora, erano ampiamente presenti nella società paternese al tempo dei Moncada.

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