“I bimbi di Isabel” e la fiaba di Daniela Rocco

( foto di Maurizio D’Alì) – Serata piacevole ed emozionante alla Biblioteca G.B.Nicolosi di Paternò per la presentazione di “La Principessa Isabel” di Daniela Rocco.
Ha moderato l’incontro Francesca Coluccio che ha illustrato le finalità dell’associazione “I bimbi di Isabel”, fondata dalla Rocco, il cui scopo, lo sappiamo, è aiutare e sostenere i bambini in difficoltà e con gravi patologie, fornendo a loro e alle loro famiglie un sostegno materiale e morale. Cettina Caliò ha raccontato il testo, una piccola fiaba. Ha ricordato il valore educativo di questo strumento narrativo, e in particolare quello specifico della “Principessa Isabel”, che sta nell’essere dono di una madre a una figlia simbolo di tanti figli. Una fiaba che tenta di spiegare ai bambini la perdita, e ci invita tutti ad andare avanti e a dare un senso al dolore.
Daniela Rocco, con grande semplicità, ha raccontato la sua difficile esperienza e ha suggerito ai presenti di tenere duro sempre e di dare ai bambini l’amore e la gioia che meritano. Farà bene a loro e fare bene a noi.
È intervenuta Francesca Putrino ricordando saggiamente quanto valore abbiano nella nostra vita le persone che abbiamo amato e quanto importante sia rialzarsi e continuare a vivere. per loro Commossa Nancy Liotta, assessore ai servizi sociali, partecipe (per esperienza personale) alla vicenda di madre di Daniela Rocco e ammirata perché, ha spiegato, è splendido quando si riesce a volgere le sofferenze della vita in un atto d’amore verso il prossimo. Il sindaco Nino Naso ha ricordato la bellezza dei paternesi belli che si rimboccano le maniche e fanno il bene della comunità.
La fiaba è in ogni cosa, diceva Rodari.

Cettina Caliò
Cettina Caliò Autori Zonafranca
Cettina Caliò dice di sé: “Nasco ossimoro: sono un sognatore realista”, e dicono di lei: “Sei una rompiballe epica”. Ha studiato presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Roma e presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Catania. Scrive per Zona Franca da tre anni; lo ha visto nascere al tavolo di un bar, una mattina di primavera. Si occupa di insegnamento privato e di insegnamento on-line della lingua inglese. Scrive poesie e racconti. Sostiene di scrivere perché ha nostalgia di tutti i momenti in cui si è sentita viva. Ama le parole di due sillabe e gli autogrill. La musica classica è la sua variante del silenzio. Divide le persone in due categorie: quelle in gamba e quelle che non lo sono. Legge molto perché, afferma, le piace andare lontano restando vicino. Ha pubblicato 4 libri di poesie e ottenuto significativi riconoscimenti in ambito nazionale. Figura su riviste e antologie letterarie.

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