Grazie dei fiori, ma non di altri

Cos’è la casa? Secondo la definizione data dal vocabolario: è una costruzione eretta dall’uomo per propria abitazione, atta a rispondere alle esigenze particolari dei suoi abitatori. Bene, fino a qui ci siamo.

Quindi, in base alle nostre necessità, sono stati concepiti luoghi che potessero accogliere e confortare gli esseri umani che, non essendo eterni, hanno bisogno di un posto anche per il misterioso Aldilà.

Così l’uomo, essere pensante, razionale e pieno di risorse, ha creato il cimitero; noto anche come campo santo, ma in quest’occasione mi piace definirlo necropoli per dare maggiormente l’idea di città, fatta, dunque, di case. I sepolcri, se ci pensate bene, non sono altro che dimore come quelle per i corpi terreni, potrà cambiare la forma, ma la sostanza è sempre la stessa. Nell’immaginario collettivo, però, i cimiteri sono dei posti sacri o, considerati anche i non credenti, da tutelare e rispettare perché custodiscono i corpi, forse anche l’anima, dei nostri cari.

Ho provato sulla mia pelle, anche se credo che tutti noi conosciamo il dolore dato da un’assenza fisica, cosa significhi amare a distanza, pensare a dove si possa trovare chi non c’è più. Piangere.

Possiamo pure essere forti, mantenere un decoro, ma un pezzo del nostro cuore lo abbiamo perso e non tornerà più. La vita ti aiuta con il suo tran tran, ma non sarà mai più la stessa cosa, e il dolore, anche se non provato in prima persona, può essere capito e rispettato.

Ma da ciò che ho letto qualche giorno fa sulla bacheca facebook di una mamma, indignata perché al proprio figlioletto che riposa in una dimora della necropoli hanno rubato i fiori, capisco che non è sempre così. Mi soffermo un attimo e penso che, con buona probabilità, esista davvero un business dietro all’accaduto. Mi hanno riferito che la gente impossibilitata a fare visita ai propri cari, ingaggi qualcuno per andare a portargli un omaggio floreale, ma questi all’acquisto preferiscono il furto, così da mantenere l’intero bottino per loro. Sarà vero? Non posso giurarlo, ma l’ipotesi potrebbe essere verosimile e se così fosse il cinismo e la freddezza starebbero avendo la meglio sulla nostra vita.

Perché non riusciamo a fermare questo fenomeno che, spesso, si accompagna al furto di vasetti di rame, di oggetti di poco valore commerciale, ma carichi di affetto?

Lo chiedo a voi, perché io la risposta non la possiedo.

Chino il capo, chiudo gli occhi sperando che al mio risveglio qualcosa sia diverso, migliore.

Nessuno di noi è eterno e ricordate una grande massima:

Non fare agli altri ciò che, un giorno, non vorresti fosse fatto a te.

Redazione Administrator

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