Giornata mondiale dei cambiamenti climatici: l’uomo artefice del cambiamento

Oggi è la giornata in cui gli studenti di tutto il mondo, grazie alla sollecitazioni di una ragazza svedese di 15 anni – Greta Thunberg-  scendono in piazza a protestare affinché si presti attenzione  ai cambiamenti climatici. Eventi in 123 paesi, cortei in 2052 città Riproponiamo una riflessione di Giuseppe Russo : 

 

La nostra specie ha assistito a veri e propri sconvolgimenti climatici. Soltanto negli ultimi diecimila anni, quando le temperature sono state più miti ed anche straordinariamente costanti nel tempo, i nostri antenati hanno iniziato a prosperare: da circa 5 milioni di individui — la popolazione odierna della Sicilia, ma distribuita sul mondo intero — si sono superati i 7 miliardi.
Negli ultimi cinquant’anni, la temperatura è aumentata con velocità circa doppia rispetto al cinquantennio precedente, tanto da suscitare l’espressione «riscaldamento globale».
Ma l’aumentare della temperatura non è privo di conseguenze. A tal proposito, l’espressione «riscaldamento globale» diventa riduttiva e si preferisce parlare di «cambiamento climatico». Tuttavia, nel corso della storia terrestre il clima è cambiato molte volte, e per ragioni esclusivamente naturali; per questo motivo bisogna distinguere fra il cambiamento climatico «naturale» e quello «antropico», cioè dovuto all’attività umana.
Non si può escludere l’uomo, per esempio, dalle cause dell’incremento di anidride carbonica o CO2 nell’atmosfera terrestre. Come è noto a tutti, ciò comporta un surriscaldamento da «effetto serra».
Come si correla questo fenomeno ai disastri a cui abbiamo assistito nel nord Italia durante i primi giorni del mese? Poiché è improbabile che il riscaldamento dovuto all’effetto serra si distribuisca in maniera omogenea in tutto il globo, le differenze di temperatura tra l’equatore e i poli possono variare. E siccome il vento è provocato dai gradienti termici dell’atmosfera, anche direzione e intensità dei venti sono soggette a cambiamento.
A cosa sono dovuti, invece, i disastri idrogeologici che hanno coinvolto la Sicilia negli stessi giorni? Senza mettere in dubbio la regolarità dell’abitazione che, in provincia di Palermo, è stata sommersa dall’acqua e dal fango in seguito all’esondazione del fiume Milicia, si può asserire che la responsabilità del disastro sia da imputare alle voluminose precipitazioni piovose. Queste hanno certamente ingrossato la portata del fiume, il quale tipicamente scorreva in regime torrentizio, provocando infine l’inondazione dell’alveo maggiore.
L’accanimento di piogge e tempeste ventose si può spiegare, ancora una volta, per mezzo del riscaldamento globale. Una maggiore quantità d’acqua evapora dal suolo e dagli oceani, intensificando le precipitazioni piovose e nevose in alcune zone e portando la siccità altrove. Inoltre, il riscaldamento degli oceani può far rallentare o accelerare le principali correnti oceaniche, che influenzano i fenomeni meteorologici. Laddove presenti, i ghiacciai montani iniziano a sciogliersi, modificando la portata dei fiumi alimentati dall’acqua di disgelo. Insomma, si avvia un circolo vizioso che è difficile quietare.
Vogliate perdonare l’uso infelice del termine: bisogna “arginare” il problema piuttosto che tentare di risolverlo. In ambito urbano, per esempio, è possibile realizzare interventi che mirino all’attuazione del «principio di invarianza idraulica», ovvero consentire al ciclo dell’acqua di compiersi senza eccessive disfunzioni dovute alle opere antropiche, tra cui l’aumento dell’impermeabilizzazione del suolo causato dalla cementificazione.
In questa direzione si schiera Paternò, che ha ottenuto il finanziamento per il LIFE Programme, ovvero un progetto europeo volto ad aggiornare le politiche climatiche e ambientali dei paesi membri. In tutta Europa sono stati accettati solo 36 finanziamenti: Paternò è l’unico paese del sud ad averlo ottenuto in partenariato con l’Università degli Studi di Catania e i comuni di Ragalna e S. Maria di Licodia.
L’importo totale ammonta a € 2.997.382. Tra gli interventi previsti vi sono il miglioramento della permeabilità delle aree del giardino Moncada e del parco del Sole. La scelta di vivere in una Valle del Simeto più resiliente è sancita da questo finanziamento: tocca alla comunità tutta perseguire l’obiettivo finale.

Giuseppe Russo
Giuseppe Russo Autori Zonafranca
Giuseppe Russo studia Fisica all’Università degli Studi di Catania e si interessa di astronomia. È appassionato anche di storia e filosofia, per questo non ha abbandonato l’affetto per le discipline umanistiche. Crede che la divulgazione sia uno dei cardini della cultura scientifica. Nel tempo libero si occupa di fotografia astronomica.

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