Forse un nuovo inizio per gli ex lavoratori del Qè

Dopo le lunghe e costanti proteste degli ex lavoratori del Call center Qè, la cui chiusura – alla fine del 2016 – ha danneggiato circa 600 famiglie,  si è tenuto, di recente, un incontro a Roma, al quale ha partecipato anche il sindaco Nino Naso. Ricordiamo che gli ammortizzatori sociali dei lavoratori sono scaduti e che lo scorso 8 dicembre il presidente Musumeci, durante un incontro a Palermo, ha invitato tutti a non farsi illusioni, ma si è impegnato a verificare (incaricando il dirigente Alessandro Ferrara) le risorse della Regione da mettere a disposizione per gli ammortizzatori e a portare la questione a Roma, inviando, appunto, il dirigente Ferrara. All’incontro romano ha partecipato anche l’imprenditore paternese Franz Di Bella, oggi titolare dell’azienda Netith. I rappresentanti sindacali hanno fatto sapere, attraverso un comunicato di essere “moderatamente soddisfatti”. “È stato confermato – scrivono Gianluca Patanè, Valentina Borzì e Giovanni Arcidiacono della Slc Cgil e Anna Orifici della Fistel Cisl – che è in atto una trattativa tra la Netith e le committenti Transcom e Enel”; aggiungono che il Ministero dello Sviluppo Economico, in seguito alle loro richieste, ha assunto l’impegno di contattare Enel e Transcom per valutare i volumi di assegnazione e la tempistica. “Auspichiamo che gli impegni presi dalle Istituzioni si trasformino in atti concreti”.

Soddisfatto anche il sindaco Nino Naso che ritiene la battaglia dei lavoratori del Qè, “la battaglia dei nostri figli, una battaglia che vinceremo”, e si è detto orgoglioso di essere stato al loro fianco, a Roma.

Pare che le commesse Inps ed Enel torneranno sul territorio consentendo il riassorbimento di una parte dei lavoratori nella Netith. I lavoratori, che hanno interrotto il presidio davanti a Palazzo Alessi, non si fanno illusioni, ma si dicono soddisfatti di questo che pare l’inizio di un nuovo corso.

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