Emergenza acqua a Paternò – il presidente dell’A.M.A ci spiega le cause

Com’è noto ci sono alcune zone della città che soffrono terribilmente la mancanza di acqua, una storia non certo recente, emersa in più occasioni anche negli incontri che il sindaco Nino Naso ha avuto con alcune associazioni cittadine. Questioni tecniche, legate per lo più alla manutenzione  della rete idrica che però compromettono il normale svolgimento della vita quotidiana di molte persone. Per chiarire le cause, ma soprattutto per conoscere le possibili soluzioni, abbiamo sentito il dott. Andrea Lo Faro, di recente nominato presidente dell’AMA, la municipalizzata che si occupa del servizio.

Esistono delle zone a Paternò nelle quali i cittadini già nel pomeriggio restano senza acqua. Quali sono i motivi, e come e quando si potrà superare il disagio?

“Questa storia va avanti da decenni; motivo per cui abbiamo cercato da subito di risolvere il problema in maniera sostanziale. Una parte della nostra città, mi riferisco ai quartieri Scala Vecchia, San Biagio, via Fiume, subisce il problema di una rete idrica in pessime condizioni, pertanto buona parte dell’acqua erogata si perde prima ancora di arrivare nelle case dei cittadini. Sono previsti per queste zone 2 finanziamenti per il rifacimento della rete idrica, e sia noi che gli uffici tecnici del Comune prestiamo attenzione affinché i lavori possano partire nel più breve tempo possibile”.

 

Sono previsti sgravi sulla bolletta per chi non usufruisce di un servizio adeguato?

Il discorso costi è la prima cosa che abbiamo voluto analizzare; l’obiettivo nostro, e anche del sindaco, è quello di prevedere il pagamento di bollette più basse per tutti i cittadini che utilizzano il servizio. Il tutto va parametrato al tariffario che ci viene imposto dall’autorità che regola il servizio idrico ed elettrico. Stiamo lavorando comunque per portare a casa un risultato importante e abbassare il costo del servizio. I cittadini che purtroppo non godono di un servizio adeguato pagano come tutti al consumo, quindi non potendo consumare, vista la mancanza di acqua, pagano comunque  meno.

Da anni un’altra questione riguarda il canone di depurazione 1998-2000, quale sarà la posizione dell’AMA in questo senso?

Il Canone di depurazione viene pagato solo dalle persone che godono del servizio di rete fognaria, lo stabilisce, a partire dal 2008, la Corte Costituzionale che si è pronunciata in tal senso. Prima si faceva riferimento alla Legge Galli, in base alla quale il canone di depurazione era una delle voci fisse che l’utente si ritrovava in bolletta a prescindere dal reale servizio.

Questo canone oggi serve a provvedere alla manutenzione della rete fognaria e al miglioramento della stessa. Il nostro compito è quello di controllare che ciò che viene pagato per il canone di depurazione venga davvero utilizzato in questa direzione. Il nostro personale è molto attento agli interventi per la depurazione. Di recente sono stati fatti interventi di depurazione, e per questo ringrazio il personale qualificato che ci ha aiutato a risolvere situazioni che nel tempo erano diventate critiche.

Oltre al problema della rete esiste, di fatto, la questione del personale insufficiente. Come intendete garantire il servizio?

Il personale negli anni ha subito parecchie riduzioni. L’Ama, essendo una partecipata pubblica del Comune, deve rispettare gli stessi vincoli, anche in tema di assunzione, cui lo stesso Comune è soggetto. È certo che il personale va puntellato e bisognerà sostituire anche le figure professionali che da qui a breve andranno in pensione, per questo motivo si sta analizzando la soluzione migliore che ci permetterebbe di risolvere il problema.

 

Redazione Administrator

Be the first to comment

Rispondi