Dove finisce la comprensione per la vendita ambulante e inizia l’indignazione?

Sappiamo che il pane è pane, sappiamo che tutti hanno il diritto di lavorare, siamo per la tolleranza, ma pensiamo anche che esistono l’educazione, il decoro e il rispetto. Vediamo costantemente davanti al sagrato della chiesa di San Francesco all’Annunziata (i Cappuccini, per tutti noi) i venditori ambulanti che stazionano fissi con la loro mercanzia. Oggi si vendevano angurie: il furgone stava davanti alla scalinata del sagrato, e le fette di angurie – pronte per la degustazione eventuale – adagiate in terra (con buona pace dell’igiene). E schivate dal traffico pedonale e automobilistico. Abbiamo anche visto i sacerdoti affacciarsi, guardare e mestamente rientrare. Per dovere di cronaca segnaliamo che anche la chiesetta di San Gaetano è ridotta, da anni, alla stregua di un banco da ortolano.

Ci chiediamo se tutto ciò sia corretto, se non sia il caso di regolarizzare la sosta ambulante evitando almeno i sagrati delle chiese.

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