Count down in vista delle elezioni politiche

In primavera, come cittadini, vivremo un momento significativo, cerchiamo di comprenderlo insieme: il 4 marzo, dopo lo scioglimento delle camere, voteremo alle elezioni politiche per il rinnovo dei seggi in Parlamento e lo faremo con una nuova legge elettorale, una nuova scheda e la mappa dei Collegi ridisegnata; il territorio nazionale sarà diviso in collegi plurinominali, definiti con un decreto del governo; tali Collegi risultano formati dall’accorpamento di più collegi uninominali.

La nuova legge elettorale, lo ricordiamo, è il Rosatellum (Legge Rosato, proposta dal deputato PD Ettore Rosato) approvata con l’appoggio di Pd, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare e osteggiata da M5s e dalle sinistre. Tante le polemiche che questo nuovo sistema ha alimentato: la legge rasentava l’incostituzionalità, ed è considerata molto complicata e faticosa da registrare nei suoi meccanismi. Si tratta di un sistema misto proporzionale e maggioritario, in cui un terzo di deputati e senatori è eletto in collegi uninominali (un solo candidato per coalizione, il più votato, è eletto) e i restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale di lista. Il Senato è eletto su base regionale.

Il Rosatellum tenta di arginare il voto di scambio utilizzando le schede antifrode: ogni scheda avrà un tagliando antifrode con un numero univoco, che gli scrutatori segneranno nel momento in cui consegnano la scheda all’elettore. Alla riconsegna della scheda, gli scrutatori controlleranno che il numero segnato e quello del tagliando siano uguali (impedendo quindi lo scambio con schede pre-votate) e solo prima di inserire la scheda nell’urna, sarà rimosso il tagliando antifrode, rendendo così la scheda anonima e non tracciabile.

La soglia di sbarramento del Rosatellum, nella quota proporzionale, è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato, sia alla Camera, con l’eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche, per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento. In aggiunta alla soglia del 3%, è prevista anche una soglia minima del 10% per le coalizioni, all’interno della quale, però, almeno una lista deve aver superato il 3%.  In tema di percentuali, riferiamo che, da un sondaggio Demopolis, risulta il 67% la percentuale degli italiani che non crede alle promesse elettorali.

Ricordiamo che non sarà più possibile il voto disgiunto e non è possibile esprimere preferenze: in buona sostanza, ci verrà consegnata una scheda elettorale e potremo scegliere uno dei candidati del Collegio di cui troveremo già il nome stampato, e potremo mettere una croce su uno dei partiti che lo sostiene. Il resto, lo hanno già fatto i nostri governanti. Per dovere di cronaca ricordiamo che fra i candidati, di molte liste, ci sono indagati per una costellazione di reati quali: abuso d’ufficio, bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio e truffa aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione a delinquere, peculato. E siamo lontani dalle leggi elettorali europee; perché come diceva Ennio Flaiano (che noi tanto apprezziamo) “in Italia la distanza più breve fra due punti è un arabesco”. Nel nostro Paese, le leggi elettorali sono sempre state il frutto di una contingenza che favorisce gli interessi di chi in quel frangente è al potere.

Chiudiamo comunicando che i candidati paternesi sono: l’avvocato Maria Grazia Pannitteri, alla Camera (collegio uninominale), in quota Pd – Valentina Borzì (Liberi e Uguali), sindacalista del Call center Qè, e Titti Gennaro (Noi con l’Italia-UDC), dirigente scolastica. Al senato il dottore Filippo Condorelli (Noi con l’Italia-UDC), e per Forza Italia, il senatore uscente Salvo Torrisi.

 

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