“Avvicináti amici, c’è Busacca”: mostra-conferenza al MuCiv di Roma

L’Associazione Culturale Cantastorie Busacca continua ad onorare la memoria del Grande Cantastorie, a trent’anni dalla sua scomparsa, questa volta portando direttamente nella capitale, tutto il ricco patrimonio culturale e folkloristico da lui lasciato.
A Roma, infatti nella mattinata di oggi, in occasione della Giornata Nazionale del Folklore e delle tradizioni popolari, presso il Museo delle Civiltà (MuCiv) una ricca delegazione paternese ha tenuto una conferenza di apertura introduttiva alla mostra dedicata al Cantastorie. Ad intervenire con interessanti informazioni circa la vita, l’attività culturale e l’impegno civico di Busacca, la nipote Francesca Busacca (Presidente dell’omonima Associazione) che ha riferito del lungo ed impegnativo lavoro di reperimento di nuovi materiali, conservazione e divulgazione degli stessi.
Presente anche il sindaco paternese N.Naso, fiero ed orgoglioso di poter rappresentare la città che ne ha dato i natali e che ancora oggi ne tramanda la memoria; ed ancora il contributo dell’avv. Claudia Barcellona della Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo (SIEDAS), che in veste di Accademico di Sicilia ha portato i saluti della Presidenza della Regione; gli aspetti storici legati alla Ricerca sono stati invece approfonditi ed esposti dal dott. Alessandro Nicolosi, Storico della cultura siciliana e curatore del Museo del Cantastorie di Paternó. Partecipi alla presentazione anche: i direttori del Museo della Civiltà; dell’Istituto Centrale per i beni Sonori ed Audiovisivi, ed alcuni rappresentanti dei dipartimenti ministeriali del MIBACT, con cui l’Associazione ha intrecciato e continua a mantenere una serie di iniziative di valenza nazionale. La mostra ha permesso la fruizione di Cartelloni, materiale fotografico e documenti relativi al grande poeta-Cantastorie siciliano che come ama ricordare la nipote, svolgeva con la sua attività anche un alto servizio civile: quello di denunciare i vili atti mafiosi e altri generi di soprusi.
La giornata di oggi ha dunque permesso di affermare su tutto il territorio nazionale il valore delle tradizioni dell’arte del Cantastorie, riuscendo a rendere più fluidi gli aspetti esclusivamente regionali. Attraverso la narrazione delle storie infatti si rifletteva su aspetti educativi e morali, che seppur maturati in specifici e ristretti contesti popolari, finivano per istruire al dovere civico proprio di qualsiasi cittadino.

Inviato da iPad

Laura Di Marco
Laura Di Marco Autori Zonafranca
Classe 1979, laureata in Filosofia e insegnante presso la Scuola Secondaria di Secondo Grado. Da sempre coltiva l’interesse per la lettura, le gite fuori porta e gli animali. Crede che bisogna sempre mettersi in gioco e leggere opportunità laddove ci sono ostacoli.

Be the first to comment

Rispondi