Al Liceo De Sanctis grande lezione di vita di Giorgia Benusiglio

Al Liceo De Sanctis di Paternò grande lezione di Giorgia Benusiglio, testimonial di una storia che ha letteralmente incollato per due ore gli studenti nell’aula magna dell’istituto.

La sua storia da anni fa il giro del mondo: “Per qualche ora di divertimento in discoteca – racconta Giorgia –  ho subito 10 anni di calvario, un trapianto di fegato, il viavai dentro gli ospedali e per sempre l’assunzione di farmaci salvavita”. Succede  una sera in discoteca, in una serata tra amici si passano pasticche, anche Giorgia “assume”, è la prima volta. Il divertimento e lo sballo hanno le ore contate, prima di tornare a casa i segni del malessere. Arriva l’ ambulanza, i soccorritori  capiscono la gravità della situazione:  epatite fulminante di origine tossicologica. Inizia il calvario, al Niguarda Giorgia trascorre diciassette interminabili  ore sotto i ferri per ricevere il fegato di Alessandra che, morta in un incidente, le ridarà la vita. Poi un altro intervento, resta in terapia intensiva un mese e mezzo. “Sapete che cosa significhi rimanere da sola in una stanza 22 ore su 24 e leggere sul volto  dei propri genitori la delusione e l’impotenza ? Sareste in grado di vivere tutta la vita con questo senso di colpa? Sapreste  rinunciare ai vostri sogni? o vivere perché un’altra persona non c’è più?”. Oggi Giorgia gira in lungo e in largo l’Italia, con una missione davvero difficile da compiere: spiegare alle giovani generazioni le conseguenze dell’uso di sostanze stupefacenti. “Non sono nessuno per dirvi cosa dovete o non dovete fare della vostra vita, ma sappiate che ciò che è successo a me e a tanti giovani meno fortunati, può succedere anche a voi”.

Giorgia ha raccontato la sua storia  in  un libro, ma quando incontra i giovani ha un chiodo fisso:  informare e avviare la prevenzione di un fenomeno che oggi coinvolge davvero tante famiglie . Si sofferma a chiarire gli effetti dell’ecstasy, della cocaina e delle pasticche che circolano sul mercato.

Chiude con la lettera del padre, inviata al Corriere della Sera, poco dopo la tragedia che colpiva tutta la famiglia : “Per i giovani la vera sfida è resistere a un modello, dove spesso il più figo della classe è quello che porta la roba ai compagni”.

L’incontro è stato voluto fortemente dall’Associazione Genitori e figli di Augusta e da ETNAVULSS – (distretto Mascalucia- Nicolosi- Ragalna ), “insieme -chiarisce Rosanna Asero per creare un asse sociale e solidale di collaborazione che possa fungere da deterrente per le devianze giovanili. Giorgia incontra i giovani, mettendo a nudo coraggiosamente e generosamente  se stessa  per evitare che altri possano commettere il suo stesso errore, per insegnare che si può cadere e rialzarsi,  perché la vita è troppo preziosa per essere sprecata!”.

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