Addio a un grande giornalista: il caro amico prof. Angelino Cunsolo

Il mio primo articolo sulla gazzetta dell’Etna, risalente al 1989, riguardava l’esperienza delle cosiddette 150 ore. Erano gli anni in cui il governo, assieme ai sindacati, iniziava la sua azione politica di alfabetizzazione dei lavoratori e degli adulti. Dopo, invogliato dall’amico prof. Turi Cifalinò, ho tenuto, sul periodico, una piccola rubrica con alcune riflessioni sulle norme di educazione stradale poco osservate a Paternò.  Gli articoli, allora, venivano scritti con la mitica lettera 32, la vecchia Olivetti, su dei fogli rigidamente predefiniti, con delle righe nere che imponevano il numero delle battute. Approssimandosi la data della pubblicazione del periodico, con immancabile puntualità, Angelino consegnava ai vari collaboratori questi preziosi fogli che, gelosamente custodiva quasi fossero il Tesoro dei Nibelunghi. In un rispetto reciproco fatto di eloquenti silenzi e non di ipocriti assensi, posso affermare che il prof. Cunsolo è stato, con me, sempre coerente e oggettivo permettendomi la pubblicazione di articoli, certamente di “opinione”, che hanno riguardato il fenomeno del ’68 in provincia e le figure di alcuni grandi scrittori, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente, come Carlo Levi, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino. Anche se non abbiamo mai parlato apertamente delle nostre idee politiche, che su alcuni punti chiaramente divergevano, da parte mia ho accettato la  sua scelta di dare al periodico un taglio di carattere letterario, là dove è stata trattata più ampiamente la storia locale e gli aspetti di un passato nostalgicamente rivissuto nell’ambito di una poetica Arcadia, tralasciando gli aspetti più scandalistici o di cronaca nera della città. Perché, come, una volta, Angelino mi ha confessato, sarebbe  opportuno non parlare dell’unico acino, che sta per ammuffire, quando  tutto il  grappolo d’uva è ancora intatto.  La gazzetta dell’Etna è diventata per me, nel corso degli anni, un prezioso archivio che ha documentato i momenti più belli della mia vita intellettuale e sociale, i miei pensieri, i miei sentimenti, gli avvenimenti più importanti, i miei libri, dandomi la possibilità di recensire gran parte  delle opere degli scrittori locali come lo stesso Angelino Cunsolo, Pippo Virgillito, Barbaro Conti, Alfio Ferrisi,  e tanti altri ancora. Tramite il periodico ho avuto anche l’occasione di poter, talvolta, dialogare con altri studiosi  come quando il prof. Santi Correnti, esperto di Storia della Sicilia,  mi ha scritto  a proposito di un mio articolo sui proverbi siciliani, collegati alla saggezza della società contadina. L’esperienza acquisita, inoltre, mi ha permesso di scrivere su altri periodici locali ed anche provinciali. Grazie, Angelino, per i tuoi consigli, grazie per la disponibilità dimostrata nei miei confronti e verso tutti gli altri collaboratori, in tutti questi anni di servizio giornalistico alla città di Paternò. Ho voluto ricordare la figura del caro amico, studioso, giornalista e scrittore prof. Angelino Cunsolo riproponendo quanto avevo scritto, con tanto affetto e sincerità, in occasione del suo addio al giornalismo!

Mimmo Chisari
Mimmo Chisari Autori Zonafranca

Be the first to comment

Rispondi