Sì, viaggiare – Ne parliamo con Fabio Liggeri

Parliamo di vacanze e viaggi e lo facciamo con un amico di Zona Franca; un uomo in gamba, che riteniamo possa offrirci suggerimenti e una prospettiva diversa sul modo di vivere e intendere la vacanza e il viaggio. È Fabio Liggeri, (lo ricorderete) che ha girato, e gira, il mondo, e dà al viaggio il senso largo e profondo che merita.

Che tipo di vacanza suggerisci?

“Dipende dal tempo e dal budget, oltre che dai gusti personali. Se si cerca il relax, sconsiglio di rinchiudersi in un villaggio turistico straniero: non si vive davvero il luogo, si spende di più e si può ottenere lo stesso risultato rilassandosi nelle strutture delle nostre bellissime coste. L’ideale sarebbe riuscire a coniugare relax e scoperta. L’importante è non dimenticare di mettere in valigia la cosa più importante: la curiosità”. Secondo Fabio (e noi condividiamo il suo pensiero), la vacanza ideale è quella che ci arricchisce e ci lascia qualcosa: “Andare a Ibiza e Formentera, per esempio, è ormai diventato un po’ come possedere un iPhone o farsi un tatuaggio, più un modo per farsi notare che la reale voglia di scoprire. Tra vent’anni, ci ricorderemo più di quella serata in discoteca a ballare sbronzi, o di quel tramonto in un paesaggio nuovo e sconosciuto?” (Noi rispondiamo tramonto, magari con una birra, ce ne ricordiamo qualcuno su una costa che ci pare nuova ogni volta).

Secondo te quanto sono cambiate le abitudini di vacanza in seguito alla crisi economica che viviamo?

“Siamo abituati a pensare alla vacanza come a un lusso. Non è più così. Viviamo nell’era dei voli low cost, del car sharing, del couchsurfing. Se siamo disposti a sacrificare un po’ della nostra comodità e ad adattarci, si può potenzialmente viaggiare spendendo davvero molto poco. Non parlo, ovviamente, di andare a dormire sotto i ponti o di viaggiare facendo autostop. Ormai quasi tutti gli ostelli ben recensiti offrono servizi superiori a certi hotel di fascia media. Bisogna anche cercare di viaggiare, se possibile, nei periodi di bassa stagione; questo consente di risparmiare oltre il 30% sui prezzi di luglio e agosto. La parola d’ordine è in ogni caso FAI-DA-TE! Pianificando il nostro viaggio autonomamente, cosa molto semplice nell’era di internet, risparmieremo parecchio rispetto ai pacchetti organizzati”. Come abbiamo avuto modo di dire in passato, Fabio sa che l’importante è andare, che la strada è parte del viaggio, e per questo motivo suggerirebbe a tutti il genere di viaggi che lui ha fatto finora perché ogni viaggio: “seppur in modo diverso, mi ha insegnato qualcosa sul mondo, sulla gente e su me stesso. Forse sconsiglierei di percorrere la ferrovia Transiberiana d’inverno come primo viaggio, o di andare in Amazzonia senza aver fatto un po’ di esperienza in giro per il mondo. Non sono viaggi per tutti, è vero, ma tutti possono farli avendo desiderio e curiosità”.

Cosa ti senti di suggerire a chi non può permettersi una vacanza?

“A chi dice di non potersi permettere una vacanza ma poi va in giro griffato, col suv e l’ultimo modello di smartphone, suggerisco di cambiare le proprie priorità per rendersi conto che c’è un mondo immenso e vario al di là di quel piccolo cosmo fatto di apparenze. A chi, invece, davvero non può permettersi di esplorare il mondo pur desiderandolo, consiglio di fare qualche sacrificio, provare a non considerare il viaggio come una spesa superflua ma come un modo per crescere, una scuola di vita le cui esperienze non hanno prezzo. E consiglio anche di non avere paura di affidarsi agli strumenti che oggi internet ci offre per risparmiare”.

A noi è piaciuto, sin dalla prima volta che lo abbiamo conosciuto, associare Fabio a un verso di Antonio Machado: viaggiatore la strada non esiste, la strada la fai tu, andando.

Grazie a Fabio e buona strada a tutti noi.

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