Lutto nel mondo della scuola, ci lascia Pietro Di Mauro. Il ricordo del collega Mauro Mangano

Una grande perdita per il mondo della scuola. Ci lascia il prof. Pietro Di Mauro, docente di matematica e fisica del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Paternò . I funerali saranno officiati mercoledì 2 agosto alle ore 17:00 presso la Chiesa Madonna della Guardia a Belpasso.

Zona Franca lo vuole ricordare con le parole di Mauro Mangano, suo collega per tanti anni.

Pietro Di Mauro è stato un grandissimo insegnante. E gli veniva naturale, perchè era un grande uomo.

Era profondamente convinto che non si insegnano formule, procedimenti, definizioni, ma si insegna come ciascun uomo può scoprire le verità della scienza, utilizzando la propria mente, si insegna come il sapere si costruisce, come i problemi si risolvono, si scompongono, si leggono. Insomma il suo principale obiettivo era svelare agli alunni come tutto ciò che studiamo nei libri ha un senso, un perchè, e scoprire questo senso è un piacere, perciò studiare, imparare (e insegnare) sono un piacere. Mai una fatica.

Passava per esigente, ma non si trattava dell’esigenza di chi chiede agli alunni quantità di informazioni. Pietro era inflessibile, si, quando si trattava di pretendere che gli alunni usassero l’intelligenza, in questo senso non accettava scorciatoie e compromessi, non si accontentava, pretendeva. Ma quando, alla fine dell’anno scolastico, giungeva il momento della valutazione, entrava in campo un uomo generoso, e ancor di più quando arrivava il momento di accompagnare i ragazzi nella fatidica prova scritta agli esami di maturità. Il professore diventava il compagno di classe, a volte perfino il complice.

Pietro Di Mauro era anche un grande studioso, in continua ricerca, e aveva una preparazione ineguagliabile. La sua qualità scientifica ha permesso al Liceo Enrico Fermi di essere protagonista di eventi memorabili, e ai suoi alunni di vivere esperienze emozionanti.

E poi Pietro era un uomo che credeva. Credeva in tante cose, credeva in tante cose buone, ed esercitava in tutto la coerenza dell’impegno e della testimonianza.

Ma alla fine di ogni momento di festa insieme, generoso anche della sua passione per la musica, dispiegava il suo sorriso, imbracciava la chitarra, ti dimostrava che era un bravo insegnante perchè era un grande uomo, umile e grande “

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